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    01/03/1995: Ranger nella prateria elettronica - Corriere della Sera / Gianni Riotta

    Ranger nella prateria elettronica

     

    Messaggi al "Corriere" via Interne. - Dal dibattito su "telematica selvaggia" alla richiesta di "titoli piu' precisi"

    dal nostro inviato GIANNI RIOTTA

    Ranger nella prateria elettronica

    Siamo ancora al Far West Il futuro e' legato al dialogo tra grandi imprese come Microsoft e il popolo degli "gnomi" che discute, scherza e scambia informazioni E' la sfida del Terzo Millennio Ma, come avverte un lettore, servono dei filtri dei cancelli, delle dighe che permettano a tutti di orientarsi nella Babele delle "lines": NEW YORK Buongiorno... scusi la confusione, io praticamente volevo sapere per esempio come collegarsi e a chi rivolgersi, e a quali risorse potevo accedere e altre cose... in attesa ringrazio". Mauro Pivato, studente veneziano, invia questo timido messaggio, sperduto sull' autostrada dell' informazione. Due settimane fa il Corriere della Sera pubblica la cronaca di ventiquattro ore spese su Internet, la gigantesca rete di comunicazione via telefono e computer che unisce oggi i cinque continenti, quaranta milioni di persone in America e trentamila in Italia. Spieghiamo come ci si allaccia, che Internet e' una serie di biblioteche interconnesse, di "piazze" elettroniche dove si discute di tutto, da San Giovanni Crisostomo al cunnilinguus. Che gli esperti prevedono per Internet un avvenire pari a quello che le banche hanno avuto nello sviluppo del capitalismo. Chiudiamo con i nostri indirizzi elettronici e aspettiamo. Non sono passate otto ore e la voce del computer ci avverte stentorea "You ' ve got mail", c' e' posta. La bandierina sulla nostra casella postale e' orgogliosamente levata. I lettori del Corriere della sera, da ovunque nel mondo, rispondono. Se Pivato chiede aiuto, moltissimi ne offrono. Loriano Lorini chiede "come collegarsi al Corriere", ma Arrigo Triulzi, del Dipartimento di Matematica dell' Imperial College di Londra se la cava da solo. "Io mi occupo della trasmissione dei titoli della prima pagina del Corriere alla rete da oramai quattro anni... perche' i moltissimi italiani all' estero sappiano che cosa succede a casa; non c' e' solo il Corriere, alcuni miei amici spediscono La Stampa, la Repubblica e il manifesto (sempre i titoli)". Per i neofiti: il lavoro di Triulzi fa si' che in Australia o in Brasile, pressoche' gratis, si possa leggere, volendo, delle gesta di Buttiglione e Previti. Guardo la cartina di Internet: la rete esclude pochi paesi, la Mongolia, parte dell' Africa occidentale. Gilberto Dallan e Marcello Chionaky, compitissimi, pregano che i termini del computer restino inglesi, "mouse", per indicare la pallina con cui si ordina allo schermo il da farsi, invece del nostrano "topo". Da Genova il signor Luigi Caput chiede di "non titillare i lettori" con il sesso via computer: Internet e' una cosa seria. Assolutamente. Roberto (da Catania direi, in associazione con Giuseppe Puglisi) spiega: "Il successo di Internet sta nella totale anarchia che vi regna, che non e' sinonimo di disordine e di caos in quanto il successo o l' insuccesso di una iniziativa dipende dal pubblico. Inoltre nessuno ne detiene il monopolio o ne e' il principale organizzatore. Credo che se passasse ai privati tutto finirebbe". Stefano Miccoli, del Politecnico di Milano, spedisce undici pagine (decine di videi) con un interessante documento in inglese, una specie di Magna Charta di Internet, per garantire sviluppo e democrazia alla piazza elettronica senza che si arrivi al caos. Nelle due settimane dal referendum con i lettori, il mondo elettronico ha visto il processo contro la gigantesca Microsoft del miliardario Bill Gates (cosi' ricco che si sta facendo costruire una casa con annesso fiume artificiale dove i salmoni riprodurranno il ciclo naturale, dal mare, finto, alla cascata, fintissima). Il giudice Sporkin e' convinto che Gates voglia monopolizzare il mondo dei programmi dei computer. Gates nega, ma si appresta a debuttare con una sua area privata su Internet. L' esatto contrario del lavoro che Stefano Basagni e un gruppo di volontari svolgono da tempo. Basagni si collega "da Bibbiena, un paesino toscano nei boschi". E' il "progetto Manuzio", dal celebre stampatore Aldo Manuzio. I classici della letteratura italiana vengono riversati nel computer e diventano cosi' disponibili ovunque nel mondo, salvo Ulan Bator: "Cominciammo armati di scanner e pazienza con i "Malavoglia" di Verga e, dopo trentadue testi, siamo al "Pinocchio" di Collodi". Il progetto Manuzio vive solo di volontari, senza scopo di lucro. L' iniziativa sembra splendida (gli scanner sono macchinette, per dirla alla buona, che convertono la pagina scritta in impulsi per il video). Basagni spiega come collegarsi con Manuzio, chi vuole puo' richiederci le istruzioni. Il futuro di Internet e' legato a questa dialettica. Da una parte grandi imprese come la Microsoft, accusate di volere imporre il proprio potere soffocando la concorrenza. Dall' altra il popolo degli gnomi telematici che parla, scambia informazioni, scherza, discute, vuole arricchire la democrazia telematica. Se vince il monopolio, Internet diventera' una Standa via cavo. Ma da soli gli gnomi perderanno. Un qualche equilibrio va trovato. Per ora e' il Far West romantico. Roberto rimpiange i tempi "quando Internet non era pubblicizzata". Massimo Senna, da Pavia, mi rimprovera di non svelare quale computer uso (niente pubblicita' , Massimo). Daniele Bacchi, milanese, laureando in scienze dell' informazione, sostiene che "i pericoli derivanti da Internet risiedono in un utilizzo stupido o ottuso delle sue risorse, da parte di stupidi o ottusi". E firma con il sorriso sigla : ). Quando le cose vanno male su Internet si inverte la parentesi : (. Si puo' anche strizzare l' occhio via video ; ). Simone Larini vuole titoli precisi dal Corriere: "Ho gia' lasciato il mio ex giornale perche' stufo dei titoli falsi". Per chi si sente sperduto come Pivato arriva aiuto: "Sono Banaudi Giorgio e ho pubblicato presso la Muzzio il testo la Bibbia del Modem", pagine gialle al mondo telematico italiano. Che di guide ci sia bisogno, lo capisce chiunque si sia messo al volante di un computer su questa autostrada micidiale. Milioni di volumi, miliardi di "forum" le piazze dove potete comprare, rimorchiare, pregare, far politica, per tutta notte. Senza filtro e' troppo. Lo vede bene Paolo Casella, milanese, docente universitario a Messina: "Usare Internet e' davvero facile, ma un utilizzo ragionevole richiede una forza di volonta' spaventosa, che io non ho, perche' "resisto a tutto tranne che alle tentazioni" come diceva Oscar Wilde. Come si fa a resistere alla curiosita' , alla messe straordinaria di informazioni che si ottiene con il click del mouse? E' facile perdersi nell' archivio dell' Enciclopedia Britannica che ti riporta i nati celebri del giorno, oppure leggere i testi del telegiornale di Cnn: vuoi mettere la soddisfazione di leggere notizie senza i nomi di Berlusconi, Prodi, Dini, Buttiglione, Pivetti...". Dalla valanga di posta elettronica esce il secondo grande tema, con lo scontro Monopolio Prateria informatica. Cosi' com' e' , la rete Internet, e specie il grande labirinto WWW (World Wide Web), rischia di essere inutilizzabile. Troppo, una biblioteca di Babele, meglio alzarsi e cercare la data di nascita di Garibaldi sul dizionario. Servono dei filtri, dei cancelli, delle dighe, che permettano di orientarsi, di non perdersi ("siamo ancora al passaparola, piu' che al sapere, fare ricerca e' difficile, siamo all' inizio...", dice Stefano Ettori dell' European Southern Observatory di Monaco). E' la partita del Terzo Millennio: "Trovare la selezione... nella ragnatela sconfinata", dice Andrea Sella. Intanto, come esploratori, godiamoci questa ebbrezza di assoluto. Dallan cita Bufalino: "Un tu precoce toglie il gusto di guadagnarselo". Daniele Bacchi Einstein: "Conta piu' l' immaginazione del sapere". Maurizio Tirassa (universita' di Torino) spedisce un appello in favore dei ribelli messicani del Chiapas. Scritto ai margini della giungla e trasmesso in South Carolina, l' appello ha fatto, via Internet, il giro del mondo, arrivando sulla prima pagina del New York Times. Primo esempio di guerriglia telematica, e' costato al governo Zedillo piu' di una battaglia persa. Silvio Pellico on line. Non mancano gli amanti del libro che "tradiscono" con Internet. "Ho sempre preferito i libri "veri", scrive Rita Guidi da Parma, "pensa che si possa fare cultura anche qui" su Internet? Altroche' . Kay Martha Quittan, Trieste, racconta dei volontari di "Marco Calvo che hanno tradotto la Big' s Dummy", la guida all' Internet per gli sprovveduti. Cecilia Robustelli, del College inglese Royal Holloway, promette informazioni su un congresso di linguistica di Madrid. Paolo di Battista ("apprendista cyberpunk") mi ammonisce: "Quando hai un problema chiediti sempre: che avrebbe fatto il Ranger Solitario al mio posto?". Non c' e' spazio per tutte le decine di lettere e messaggi. L' esperimento ha funzionato e presto daremo conto delle iniziative del Corriere online. L' esperienza e' stata unica. In diretta il cronista ha avuto reazioni, critiche, elogi. Ho dialogato, alla pari, con lettrici e lettori sparsi ovunque. Alessandro Voli ogni mattina manda un disegno diverso dall' European Space Agency a Frascati. Nuvoli mi invita per una birra a Bruxelles, Pietro Lo Faro ricorda che con computer e modem lenti il collegamento e' piu' lento (giusto). E presto il dialogo e' diventato generale, sulla politica in Italia e negli Usa, sul Corriere e gli altri giornali, sulla vita dei lettori e la mia. Non era cosi' che eravamo abituati, si pubblicava il pezzo e basta. Noi da una parte, i lettori all' edicola o davanti alla tv. Tutto cambia, e' emozionante. Gilberto Dallan cita il poeta del computer, William Gibson: "Il cielo sopra il porto aveva il colore della televisione, sintonizzata su un canale morto". Gli indirizzi sono i soliti RIO pipeline.com oppure corsera aol .com. E quanto a lei, caro "CaptainUK", che chiede a "che cosa si riferiscono i nella voce Current Account Balance del mio Bill" ho la brutta impressione che si tratti del conto da pagare, ahime' . (ha collaborato Leslee Browning)

    Riotta Gianni

    Pagina 29
    (1 marzo 1995) - Corriere della Sera

    via archiviostorico.corriere.it

     

    • 21 July 2009
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