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    10 cose che non si possono non sapere sull’obbligo di rettifica per i blog | Diritto&Internet | Studio Legale Finocchiaro

    10 cose che non si possono non sapere sull’obbligo di rettifica per i blog

    By Giusella Finocchiaro, on luglio 26, 2010

    Libertà di Internet

    Tags: blog, comma 29, ddl 1611, ddl intercettazioni, legge bavaglio, obbligo di rettifica

     

    Il ddl intercettazioni, ancora in fase di approvazione, come è ampiamente noto, minaccia di incidere anche su Internet.

    Il comma 29, infatti, prevede alcune modifiche alla legge stampa, imponendo l’obbligo di dichiarazione e rettifica, entro quarantotto ore dalla richiesta, anche ai “siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”. Le rettifiche dovranno essere pubblicate con analoghe caratteristiche grafiche, metodologia di accesso al sito e pari visibilità della notizia cui si riferiscono.

    Ma nel caos che ha scatenato questa proposta di legge, è necessario fare un po’ di chiarezza e precisare in quale contesto giuridico si inserisce la proposta di modifica.

    10 cose che non si possono non sapere quando si parla di diritto di rettifica….

    1) Che cos’è il diritto di rettifica?

    È il diritto di fare pubblicare gratuitamente dichiarazioni dei soggetti interessati dalla pubblicazione di immagini, dichiarazioni, notizie ritenute lesive della loro dignità o contrarie a verità.

    In sostanza, è il diritto – riconosciuto a certe condizioni – di affermare la propria verità.

    2) Dove o come è pubblicata la notizia, la dichiarazione o l’immagine?

    Nei giornali o in televisione.

    3) Quali sono oggi le norme di riferimento?

    a) La legge sulla stampa (e precisamente l’art. 8 della l. n. 47 del 1948) che afferma: il diritto di rettifica è il diritto di fare inserire “gratuitamente nel quotidiano o nel periodico o nell’agenzia di stampa le dichiarazioni o le rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini od ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro dignità o contrari a verità, purché le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto suscettibile di incriminazione penale” .

    b) Il T.U. dei servizi di media audiovisivi e radiofonici (e precisamente l’art. 32 quinquies del d. lgs. n. 177 del 2005) che dispone: “chiunque si ritenga leso nei suoi interessi morali (…) o materiali da trasmissioni contrarie a verità ha diritto di chiedere (…) che sia trasmessa apposita rettifica, purché questa ultima non abbia contenuto che possa dar luogo a responsabilità penali”.

    4) Il diritto di rettifica elimina altri diritti?

    Il diritto di rettifica si aggiunge, ma non elimina le azioni, cioè gli strumenti giuridici di tutela riconosciuti da altri diritti (querela per diffamazione, risarcimento del danno, ecc.).

    5) Qual è il presupposto ad oggi per l’esercizio del diritto di rettifica?

    Ad oggi, il diritto di rettifica è previsto per la stampa (quotidiani, periodici, agenzie di stampa) e per le radiotelevisioni, che trasmettono in via analogica o digitale.

    Il presupposto è che la notizia o la dichiarazione siano state diffuse da un mezzo di informazione. Si presuppone che ci sia una struttura organizzativa creata allo scopo di produrre “informazione”, in altri termini, un’impresa a ciò finalizzata.

    6) Il “sito informatico” è un giornale o una trasmissione televisiva?

    E’ banale affermare che il sito telematico possa essere qualunque cosa. Anche un giornale (ad esempio un quotidiano on line). Ma certo non tutti i siti sono giornali. QUI STA L’ERRORE CONCETTUALE.

    7) Il blog è un giornale?

    No. Ci sono tanti tipi di blog, ma il blog tipicamente non ha i caratteri di periodicità di un giornale e non è registrato.

    8) Il blogger è un imprenditore?

    Non in quanto blogger.

    9) Quali sono rischi maggiore derivante da questa norma del ddl intercettazioni?

    Oltre alle pesanti sanzioni (da Euro 7.746 ad Euro 12.911), oltre ai termini stringenti per la rettifica (appena quarantotto ore dalla richiesta) che appaiono concretamente non praticabili, il grave pericolo è che, a lungo termine, questa norma, se approvata, consentirà di equiparare siti (e blog) ai giornali, creando il presupposto per l’applicazione di norme severe (amministrativamente impegnative, e corredate di sanzioni penali) nate per le imprese di informazione ai “siti informatici” e magari ad ogni trasmissione telematica (perchè no? anche social network e Twitter).

    10) Allora, la conclusione è affermare che Internet sia o debba essere il Far West?

    No. Oggi, esistono già validi strumenti giuridici di tutela (quali: diffamazione, risarcimento dei danni patiti, pubblicazione della sentenza). Se ne possono introdurre anche altri, ma meglio ponderati.

    La libertà di espressione non è (SOLO) degli imprenditori dell’informazione, ma di tutti. Espressione del pensiero e attività imprenditoriale sull’informazione non coincidono.

    via blogstudiolegalefinocchiaro.it

     

    • 28 July 2010
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    over 2 years ago (Facebook) responded:
    L'articolo è spettacolare nella sua chiarezza, meno nelle conclusioni. Come blogger dobbiamo preoccuparci si o no?

    Se mi dovessi trovare in una zona non cperta da un collegamento Internet come posso ottemperare all'obbligo?

    Non mi sembra inoltre

    over 2 years ago (Facebook) responded:
    L'articolo è spettacolare nella sua chiarezza, meno nelle conclusioni. Come blogger dobbiamo preoccuparci si o no?

    Se mi dovessi trovare in una zona non cperta da un collegamento Internet come posso ottemperare all'obbligo?

    Non mi sembra inoltre

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    L'articolo è spettacolare nella sua chiarezza, meno nelle conclusioni. Come blogger dobbiamo preoccuparci si o no?

    Se mi dovessi trovare in una zona non cperta da un collegamento Internet come posso ottemperare all'obbligo?

    Non mi sembra inoltre

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    L'articolo è spettacolare nella sua chiarezza, meno nelle conclusioni. Come blogger dobbiamo preoccuparci si o no?

    Se mi dovessi trovare in una zona non cperta da un collegamento Internet come posso ottemperare all'obbligo?

    Non mi sembra inoltre

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    L'articolo è spettacolare nella sua chiarezza, meno nelle conclusioni. Come blogger dobbiamo preoccuparci si o no?

    Se mi dovessi trovare in una zona non cperta da un collegamento Internet come posso ottemperare all'obbligo?

    Non mi sembra inoltre

    over 2 years ago (Facebook) responded:
    Non mi sembra, inoltre, chiaro dicevo .... prima che qualcosa ha scatenasse ben 4 invii, la modalitá attraverso la quale la richiesta di diritto di rettifica verrá notificata (con valore legale ovvio) al blogger.
    Non essendo una testata giornalistica (al momento) il blogger non necessariamente pubbica un suo recapito. Nè tanto meno è (sempre al momento) tenuto a qualificare una sede legale.
    Sará cura di chi recuperarla, e con quale valenza giuridica.
    Io ho ad esempio un mio omonimo che è il direttore del giornale "il Tirreno", tanto per dirne una.
    Non essendo tenuto, al momento, ripeto, a definire una sede legale, il blogger come può essere consapevole che pende su di lui una richiesta di rettifica.
    Potrá essere sufficiente una email all'indirizzo mail del blogger (ammesso che sia pubblicato nel blog?)
    E ancora.
    Se, di fatto, rischiamo in qualità di blogger, come e quanto i giornalisti, questa norma non genera di fatto l'equiparazione di noi blogger allo status di giornalista professionista, nonché il diritto di essere considerati tali?
    Paradossalmente una conseguenza del genere potrebbe diventare un boomerang di prporzioni considerevoli rispetto alle, fino al momento, ipotetiche reali intenzioni del legislatore.
    Insomma, e chiudo, le lacune, rispetto alla concreta possibilità di attuazione di una norma del genere, mi sembrano notevoli, e lo dico, credetemi, nell'interesse del legislatore stesso, che potrebbe, nei fatti, prendere atto, dell'inapplicabilità della norma, ... e non solo.
    Anche l'insorgere di questioni ben più complesse.
    Io non voglio, nè posso credere che in uno Stato, che s'impegna oggettivamente nella difesa dei diritti della democrazia, possano essere promulgate norme, aldilà di come la si pensi, così lacunose. Non ti pare?
    Caro Mauro, grazie intanto per questo post, e prenditi tutto il tempo per una eventuale risposta. Non solo 48 ore ;)))
    Con stima.
    Roberto Bernabò
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