Condivisione di buoni prodotti della Rete.
Contributed by Mauro Magnani
Le nuove tribù promuovono nuove infrastrutture di accesso alla Rete. L'innovazione la promuovono i Cittadini; siamo noi quelli che stiamo aspettando.
Due artisti svizzeri alla Biennale di Venezia
La 53esima Esposizione Internazionale d'Arte organizzata dalla Biennale di Venezia ha preso il via domenica. Fra le opere proposte, vi sono quelle degli svizzeri Silvia Bächli e Fabrice Gygi.
Diretta dallo svedese Daniel Birnbaum, la rassegna intitolata "Fare Mondi" consente di ammirare fino al 22 novembre i lavori di 90 artisti provenienti da tutto il mondo. L'esposizione vuole sottolineare in modo particolare il processo creativo, ha precisato Birnbaum.
La Svizzera è rappresentata dalla basilese Silvia Bächli e dal ginevrino Fabrice Gygi. La prima occupa il Padiglione svizzero situato ai Giardini di Castello, mentre il secondo ha preso posto nella chiesa di San Stae, sul Canal Grande, sede delle esposizioni elvetiche dal 1988.
Silvia Bächli, nata a Baden (AG) nel 1953 e residente a Basilea, insegna all'Accademia d'arte nazionale di Karlsruhe. Ha ottenuto notorietà internazionale grazie al disegno, che sviluppa con coerenza da oltre tre decenni. A Venezia presenta lavori recenti che vogliono essere un percorso attraverso l'insieme della sua opera figurativa.
Fabrice Gygi, nato a Ginevra nel 1965, è da tempo considerato tra i principali artisti della scena svizzera. Le sue performance, installazioni e opere grafiche, note per la loro radicalità, spingono alla riflessione sul ruolo dell'artista nella società. Per l'occasione, a San Stae realizza un'installazione che intende ricordare come una chiesa " sia un luogo che racchiude valori allo stesso tempo spirituali e materiali, in tempo normale come in tempo di crisi", secondo quanto comunicato dall'Ufficio federale della cultura.