Il post di Vincos ci racconta che gli utenti di Facebook in Italia sono oltre 18 milioni. Nella infografica seguente la mappa degli utenti registrati per capoluogo di regione

Condivisione di buoni prodotti della Rete.
Le nuove tribù promuovono nuove infrastrutture di accesso alla Rete. L'innovazione la promuovono i Cittadini; siamo noi quelli che stiamo aspettando.
Live Coverage of Mubarak Resignation
Live Stream of Today's ShowToday, Democracy Now! will stream a special two-hour broadcast, live from 08:00 to 10:00 ET, US, then repeat and become available for download soon after.-->
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L’Italia di Facebook
Mirano nella città diffusa - Martedì 8 febbraio ore 20.30
(download)
PUNTO D'INCONTRO
ASSOCIAZIONE CULTURALE
L’associazione culturale “Punto d’Incontro”, recentemente costituita a Mirano, si propone in questa occasione di contribuire all’approfondimento dei temi che riguardano l’urbanistica e il futuro della nostra città.
Come è noto l’Amministrazione Comunale ha approvato il Documento Preliminare del Piano di Assetto del Territorio (PAT), sul quale numerose associazioni e gruppi si sono già espressi.
Consapevoli dei diversi livelli di responsabilità che riguardano i vari soggetti della società civile, della politica e della pubblica amministrazione, “Punto d’Incontro” si presenta a quanti sono interessati ad affrontare le diverse questioni legate alla prossima adozione del PAT di Mirano al fine di promuovere il pubblico confronto.
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Martedì 8 febbraio ore 20.30 – Sala consiliare (Barchesse di Villa Errera)
Mirano nella città diffusa
nuovi orientamenti dell’urbanistica
Relatori: prof. Armando Barp
Docente di Urbanistica presso l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia
prof. Maria Rosa Vittadini
Docente di Tecnica e Pianificazione Urbanistica presso l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia
Segue dibattito
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Giovedì 17 febbraio ore 20.30 - Sala consiliare (Barchesse di Villa Errera)
Strade, cemento, sostenibilità ambientale
Relatori: prof. Armando Barp, prof. Maria Rosa Vittadini
Segue dibattito
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Giovedì 24 febbraio ore 20.30 - Sala consiliare (Barchesse di Villa Errera)
Esperienze di redazione di PAT nel Veneto
Relatore: dott. Francesco Sbetti
Urbanista, Direttore della rivista Urbanistica Informazioni
Segue dibattito
Informazioni: Associazione “Punto d’incontro” fax 041431631 e-mail puntodincontro2011@libero.it
Soci promotori: Franco Capitanio, Roberto Salviato, Luciana Mion, Monica Niero, Daniela Boato, Franco Marchiori, Roberto Artuso, Matteo Giacomello, Daniela Masetto, Andrea Volpato, Roberta Artuso, Fernanda Masetto, Giuseppe Favaro, Carlo Gasparini, Francesco Guarnieri, Floria Breda, Francesco Tomaello, Moreno Tomaello, Ariel Pellicani, Gelsomina Venezia, Primo Busato, Renata Cibin, Alberto Bovo.
L’associazione è aperta a nuove adesioni.
> IN ALLEGATO VOLANTINO IN PDF PER LA DIFFUSIONE - GRAZIE
Una domanda che quanti frequentano assiduamente la Rete farebbero bene a porsi: è possibile rendere la mia presenza in Rete più utile?
La risposta è un “sì” forte e chiaro in quanto questa possibilità viene offerta a tutti noi ormai da una decina d’anni tramite le operatività – ancora non troppo conosciute… – del calcolo distribuito.
A chi non piacerebbe offrire il proprio contributo per capire meglio e sconfiggere malattie come il cancro, l’Alzheimer, il morbo di Huntington, la malaria, l’osteogenesi imperfecta, il morbo di Parkinson?
Il calcolo distribuito ci permette di fare proprio questo.
Facciamo allora una brevissima storia delle prime iniziative di calcolo distribuito.
Nel 1999 Dan Werthimer lancia SETI@home, un progetto di ricerca dedicato alla verifica dell’esistenza di intelligenze extraterrestri: un progetto che necessita di imponenti risorse di calcolo. Per risolvere questo problema Werthimer pensa di utilizzare computer sparsi in tutto il mondo che siano in grado – su base volontaria – di scaricare ed elaborare piccole “unità” di dati, per poi renderle al laboratorio SETI. Si realizza così l’idea del calcolo distribuito; l’elaborazione di enormi quantità di dati non viene più concentrata in un unico potentissimo calcolatore ma si preferisce distribuire questa necessità di calcolo anche tra centinaia di migliaia di computers di volontari disponibili a condividere le risorse dei propri computers.
SETI@home si dimostrerà il precursore di una lunga serie di progetti simili nell’ambito della matematica, della microbiologia e di molte altre discipline scientifiche. Tra il 2004 ed il 2005 SETI@home si traferisce sulla piattaforma di BOINC (Berkeley Open Infrastructure for Network Computing) sulla quale attualmente trovano ospitalità un centinaio di importanti progetti di questo tipo ai quali ognuno di noi può portare il proprio contributo donando – in modo semplice e sicuro – le risorse di calcolo non utilizzate da parte del proprio pc.
Il tutto si realizza infatti installando sul proprio pc un programma che rende possibile il trasferimento delle unità di lavoro al proprio pc, la loro elaborazione e la conseguente restituzione al laboratorio al termine dell’elaborazione.
Attualmente tra i più interessanti progetti attivi troviamo quelli promossi dalla “World Community Grid” un’iniziativa promossa fin dal 2004 dall’IBM in questo settore che sfrutta la piattaforma di BOINC appena ricordata.
Tra quelli attualmente attivi sono particolarmente significativi i seguenti progetti:
Help Cure Muscular Dystrophy – Phase 2
Help Fight Childhood Cancer
Help Conquer Cancer
Human Proteome Folding – Phase 2
FightAIDS@Home
Discovering Dengue Drugs – Together – Phase 2
The Clean Energy Project – Phase 2
Computing For Clean Water
A poco piu di sei anni dall’avvio del progetto “World Community Grid” a sostegno alla ricerca scientifica si possono rilevare – tra le molte altre statistiche disponibili – questi tre dati molto significativi:
Aderenti all’iniziativa: 539.674
Computer donatori: 1.687.450
Tempo complessivo di calcolo donato: 425.259 anni!
che dimostrano senza alcuna ombra di dubbio quanto importante possa risultare l’apporto su base volontaristica di tanti semplici utenti della Rete alla ricerca scientifica mondiale.
Questi progetti non ricevono purtropo ancora la dovuta attenzione da parte del grande pubblico.
Pensate solo a cosa potrebbe accadere se i 18 milioni di utenti di Facebook venissero informati adeguatamente riguardo questa opportunità. Magari una parte dei 30 milioni di pc degli italiani potrebbe iniziare ad essere utilizzata davvero per migliorare questo mondo. E tutto ciò quando le loro prestazioni non sono richieste dal loro proprietario. Fare del bene in modo concreto ed efficiente non è davvero mai stato cosi facile!
Dai primi giorni del 2011 è attivo il Facebook Italian Team su World Community Grid. Gli utenti di questo team – oltre a condividere le proprie risorse di calcolo – promuovono questo tipo di attività tra gli utenti italiani di Facebook.
Puoi unirti al Gruppo e scaricare il software necessario per diventare immediatamente operativo a favore dei vari progetti di ricerca a:
http://www.worldcommunitygrid.org/reg/viewRegister.do?teamID=4VK6ZHX4Z1
Unisciti a noi!
[Mauro Magnani]
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Risorse di utile consultazione:
Egregio Ministro Renato Brunetta,
Le scrivo per comunicarLe le mie dimissioni da componente della Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l’Integrità delle amministrazioni pubbliche (CiVIT).
Avevo lasciato il mio lavoro in Gran Bretagna come professore universitario e consulente per dare il mio contributo a quella che nel 2009 fa si profilava come un’ambiziosa e storica riforma della Pubblica Amministrazione (PA). Ebbene, dopo un anno, non credo vi siano più i presupposti per continuare.
Sebbene la riforma che porta il Suo nome abbia inizialmente conseguito dei risultati positivi, qualche difetto del suo impianto originario e soprattutto i gravi difetti nel modo in cui essa sta essendo attuata rischiano di farla naufragare in una palude di adempimenti burocratici, appesantendo le amministrazioni invece che renderle più efficienti. La mia valutazione attuale, purtroppo, è che i limiti stiano prevalendo sul cambiamento e che i vizi di un sistema da riformare non siano stati affrontati in modo corretto e con l’intensità di energie politiche e di risorse economiche che la sfida richiede.
Performance e valutazione sono le parole chiavi della riforma; ma in nessuna organizzazione la valutazione individuale può dare buoni frutti se non c’è una buona gestione organizzativa. Invece, il consenso ottenuto con la campagna “anti-fannulloni” e la presenza nella legge di riforma di alcuni elementi esageratamente prescrittivi (ad es., la ripartizione dei valutati in fasce definite ex ante) hanno focalizzato l’attenzione di tutti sulla performance individuale. Il pressing sui “fannulloni” ha dato i suoi frutti all’inizio (riduzione dell’assenteismo), ma ha finito anche per deprimere la reputazione e il senso di appartenenza di tanti dipendenti pubblici. E dato che queste sono le leve motivazionali più potenti, sarà dura riuscire a (ri)motivare il personale pubblico a far meglio con l’uso di tornelli, telecamere, bastoni e carote (per altro sparite dopo la recente legge di stabilità).
Per rendere la PA più efficiente e competitiva bisogna risolvere prima problemi a livello organizzativo e di sistema: è qui che la Sua riforma avrebbe potuto fare la differenza, puntando sulla creazione di valore pubblico e sulla valutazione degli impatti dell’azione amministrativa, in un ambiente troppo spesso autoreferenziale. Perché è questo, in ultima istanza, l’interesse principale dei cittadini e delle imprese: la qualità dei servizi che gli vengono resi. Il meccanismo del premio e della sanzione è strumentale a questo obiettivo, mentre è finito per essere (specie la sanzione) il vero fulcro dell’azione. Poi, se la Sua riforma voleva essere di stampo manageriale, allora perchè nominare una Commissione prevalentemente composta da giuristi? E in ogni caso, come può una Commissione con 30 persone in organico, senza poteri ispettivi o sanzionatori, spingere a migliorare non solo chi è già incline a farlo, ma anche chi non ne ha alcuna intenzione? Inoltre, se la riforma fosse davvero una priorità, come spiegarsi l’auto-esclusione sia della Presidenza del Consiglio che del Ministero dell’Economia e delle Finanze?
Quanto all’indipendenza della CiVIT, come può esserci indipendenza quando il Governo si riserva ogni potere di determinare nomine, compensi e ambiti di operatività della Commissione stessa, e per di più opera quotidianamente trattando la CiVIT come parte del proprio staff? E lo stesso interrogativo vale per gli Organi Indipendenti di Valutazione recentemente costituiti presso molte amministrazioni.
Con sincero rammarico,
Pietro Micheli
- La risposta degli altri quattro membri con una lettera a “La Repubblica”
Illustre Direttore,
Le dichiarazioni di Pietro Micheli, che hanno accompagnato le sue dimissioni dalla Civit, pubblicate su Repubblica del 16 gennaio, lasciano perplessi e meritano alcune brevi precisazioni.
La Commissione, nel primo anno dalla sua istituzione, ha lavorato sodo, convinta che le scarsissime risorse effettivamente a disposizione richiedessero, in primo luogo, un rafforzato impegno istituzionale, sul piano individuale e collegiale. Il resoconto di questa attività verrà fornito entro la fine del mese al Governo, come prevede la legge. Il dato di fatto è che le oltre cento delibere e l’ampio materiale tecnico prodotto, i rapporti allacciati con gli altri protagonisti della riforma, puntualmente documentati su www.civit.it, hanno disegnato il quadro di riferimento fondamentale, voluto dalla legge, nei tre settori di competenza della Commissione: trasparenza, performance, servizi pubblici. E’ stata così avviata l’attuazione del processo riformatore che dovrà essere realizzato dalle singole amministrazioni, con l’assistenza e sotto il monitoraggio della Commissione.
L’introduzione e il pieno funzionamento di questi meccanismi di valutazione e trasparenza, come chi ha studiato e lavorato all’estero ben sa, richiedono molti anni; e la stessa legge prevede che una prima valutazione dell’operato della Commissione e della riforma vada fatta dopo cinque anni. Lavorare con le pubbliche amministrazioni richiede conoscenza delle regole e dell’architettura giuridico- istituzionale (ciò che gli economisti attenti alla realtà definiscono “analisi del contesto”) e, in particolare, richiede esperienza e conoscenza delle pubbliche amministrazioni italiane. La pretesa di applicare modelli astratti, tratti meccanicamente dal privato, da singole esperienze di altri Paesi o da qualche buon libro, unitamente alla pretesa di fare in fretta, non può dare buoni risultati. Impegno, pazienza e lavoro quotidiano, insieme alla capacità di applicare e adeguare tecniche e modelli astratti alla realtà in cui si opera, sono gli elementi necessari per provare seriamente a raggiungere l’obiettivo di migliorare il sistema amministrativo italiano.
Così come con il lavoro quotidiano e con i fatti si risponde ai tentativi di ingerenza della politica: perché l’indipendenza non viene dall’esterno , ma si conquista e si pratica ogni giorno.
Antonio Martone, Luciano Hinna, Filippo Patroni Griffi, Luisa Torchia
In seguito alla perdita di sensibilità a certe frequenze il cervello produce "suoni" che rimpiazzino quelli mancanti che superano il filtro cerebrale che dovrebbe bloccarne l'accesso alla coscienza

Gli acufeni, o tinnito, sono quell'insieme di fischi, ronzii o crepitii a cui non corrisponde alcun suono reale, che disturba in modo persistente milioni di persone, causando ad alcuni un semplice fastidio, ad altri una vera e propria disabilità.
Attualmente il tinnito non è curabile, e per lo più gli attuali trattamenti mirano a mascherare il suono o a imparare a ignorarlo, anche se in alcuni soggetti si registra una diminuzione dei sintomi con la somministrazione di antidepressivi.
All'origine del fenomeno vi è una perdita di sensibilità a certe frequenze dovuta a processi di invecchiamento, a esposizione a suoni eccessivi o disturbanti a infortuni, che induce il cervello a produrre "suoni" che rimpiazzino quelli mancanti. Nel processo di percezione cosciente dei suoni, entrano peraltro in gioco anche altre aree cerebrali e in particolare, come spiega una ricerca pubblicata sulla rivista Neuron, il sistema limbico.
"Riteniamo che questa cattiva regolazione del sistema limbico sia all'origine del tinnito cronico"; ha detto Josef P. Rauschecker, del Georgetown University Medical Center e primo autore dello studio. Quando cioè il sistema limbico, che è coinvolto anche nell'elaborazione delle emozioni, fallisce nel tentativo di bloccare l'accesso di questi suoni al sistema uditivo cosciente, si verifica il tinnito.
Grazie alla fMRI i ricercatori hanno riscontrato una moderata iperattività nella corteccia uditiva primaria e posteriore, ma una elevata iperattività nel nucleo accumbens, un'area coinvolta nella gestione della "ricompensa" e delle emozioni. "Ciò suggerisce che questo circuito sia parte di uno destinato a determinare quali sensazioni siano importanti e quando meritino di essere percepite".
Intanto, in un'altra ricerca condotta presso l'Università del Texas e in corso di pubblicazione on line su Nature, un gruppo di ricercatori sembra essere riuscito a "riaddestrare" il cervello di un gruppo di ratti a non produrre più i segnali che sono all'origine del femomeno.
"Pensiamo che la parte del cervello che elabora i suoni, la corteccia uditiva, deleghi troppi neuroni alle stesse frequenze, che così alla fine danno un'attivazione maggiore di quella che dovrebbe esserci", osserva Michael Kilgard, uno degli autori dello studio. Inoltre, questa attivazione avviene con un sincronismo che li porta a scaricare più frequentemente anche quando c'è silenzio.
Per questo i ricercatori hanno testato se il tinnito potesse essere inibito in ratti esposti a un particolare rumore aumentando il numero di neuroni sintonizzati su frequenze diverse da quelle degli acufeni, e ciò realizzando una stimolazione a livello nervoso su frequenze limitrofe a quelle del tinnito: circa 300 volte al giorno per tre settimane. Valutando quindi le risposte della corteccia uditiva i ricercatori hanno potuto rilevare che i neuroni destinati alle freuqenze del fastidioso disturbo erano tornati a un livello normale.
"A differenza degli altri trattamenti, non cerchiamo di mascherare il tinnito, ma di riportare il cervello dallo stato in cui genera questo disturbo a quello precedente, eliminando la fonte del disturbo", ha detto Kilgard. (gg)
Nel 2008 l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, con l’approvazione della Delibera n. 244/08/CSP ha avviato il progetto italiano di monitoraggio della qualità degli accessi ad internet da postazione fissa. Gli obiettivi che l’Autorità attraverso questo progetto intende perseguire sono due: effettuare misure certificate al fine di comparare la qualità delle prestazioni offerte da ogni operatore, relativamente ai profili/piani tariffari ADSL più venduti; mettere in condizione l’utente/consumatore attraverso uno specifico software gratuito di valutare autonomamente la qualità del proprio accesso ad Internet dalla propria postazione fissa.
Le misure delle prestazioni delle reti dei singoli operatori, rilevate dal progetto su tutto il territorio nazionale e pubblicate sui siti web di ciascun operatore, costituiscono i valori di riferimento su cui confrontare le diverse offerte presenti sul mercato.
Il software Ne.Me.Sys. (Network Measurement System) invece consente di verificare che i valori misurati sulla singola linea telefonica siano rispondenti a quelli dichiarati e promessi dagli operatori nell’offerta contrattuale da loro sottoscritta.Per saperne di più
Il seguente video spiega in modo dettagliato all'utente le finalità del Progetto, le modalità di registrazione e di utilizzo di Ne.Me.Sys., il suo funzionamento ed infine come fare un corretto utilizzo del documento prodotto al termine della sessione di misura
La missione di Computing for Clean Water è quella di comprendere meglio a livello molecolare l'origine dell'efficienza del flusso dell'acqua attraverso una nuova classe di materiali filtranti. Queste conoscenze serviranno per un futuro sviluppo di filtri dell'acqua meno costosi e più efficienti.
Si stima che per 1,2 miliardi di persone l'accesso all'acqua potabile sia molto difficoltoso e che più del doppio abbiano grossi problemi di igiene a causa della mancanza di acqua pulita. Milioni di persone muoiono annualmente - le stime parlano di 3900 bambini al giorno - a causa di malattie trasmesse attraverso l'acqua non pulita, in particolare a causa della diarrea. Le tecnologie per la filtrazione dell'acqua sporca esistono ma solitamente sono abbastanza costose. La desalinizzazione dell'acqua del mare, un serbatoio potenzialmente infinito di acqua potabile, è già una realtà ma è limitata dagli alti costi dei filtri.
Questo è il motivo per cui negli ultimi anni si sono sviluppate importanti ricerche su alcuni nuovi approcci ad una filtrazione efficiente dell'acqua. I nanotubi di carbonio, affiancati l'uno all'altro a formare dei fitti fasci in modo da costringere l'acqua a passarci attraverso per tutta la loro lunghezza, rappresentano uno dei nuovi approcci più promettenti.
Normalmente per far passare l'acqua attraverso i pori estremamente piccoli dei nanotubi, tipicamente con un diametro pari a quello di poche molecole d'acqua, servirebbe una pressione molto alta: questo implica l'utilizzo di potenti macchinari se si vuole trattare grosse quantità di fluido. Ma alcuni esperimenti condotti nel 2005 hanno mostrato che nel caso di particolari configurazioni spaziali dei nanotubi, il flusso dell'acqua è molto più alto di ciò che si pensava possibile.
Questo sorprendente risultato ha spinto molti scienziati ad investire le loro energie nello studio dei processi che facilitano questo flusso d'acqua. Il Center for Nano and Micro Mechanics (CNMM), dipartimento della Tsinghua University, supportato dall'Università di Pechino e dalla World Community Grid (su piattaforma BOINC), lancia il progetto Computing for Clean Water il cui scopo è quello di fornire una più approfondita conoscenza, su scala molecolare, dell'origine della straordinaria efficienza del flusso dell'acqua attraverso questa nuova classe di materiali filtranti. Queste conoscenze potranno fare da guida allo sviluppo futuro di filtri dell'acqua più efficienti e meno costosi.
Il progetto sfrutta la dinamica molecolare simulando su larga scala l'attraversamento dei tubi di carbonio da parte delle molecole d'acqua. Per esempio qualcuno ha ipotizzato che le molecole d'acqua a diretto contatto con il nanotubo possano comportarsi come il ghiaccio; questo ridurrebbe l'attrito e il flusso ne risulterebbe facilitato. Le simulazioni decisamente realistiche effettuate dal progetto testeranno anche questa ipotesi.
La speranza dei ricercatori è quella di capire la natura di questo comportamento, sia che si tratti di nanotubi sia di altri materiali porosi: poter ottimizzare il flusso dell'acqua attraverso questi materiali può portare alla realizzazione di filtri altamente efficienti.
Dall'inizio del 2011 è attivo infatti il "FACEBOOK ITALIAN TEAM" su piattaforma World Community Grid a:
http://www.worldcommunityg rid.org/reg/viewRegister.d o?teamID=4VK6ZHX4Z1
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