Condivisione di buoni prodotti della Rete.
Le nuove tribù promuovono nuove infrastrutture di accesso alla Rete. L'innovazione la promuovono i Cittadini; siamo noi quelli che stiamo aspettando.
I came across a good guide to social marketing that you might find interesting. It’s called “Social Marketing Playbook,” and the folks at 360i wrote it. You can read and download it here
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The Iranian government, which is attempting to control the flow of information among protesters of the supposed results of that nation's presidential election, is having difficulty stopping citizens from using technology to report what's happening, express outrage, and get people out to opposition rallies.
Twitter users are urging each other to change their location settings to confuse censors in Iran.
(Credit: Twitter)Because the U.S. has no diplomatic relations with Iran, information gathered on the Web is crucial to its understanding of the post-election unrest that has led to mass protests and fatal clashes with police. Twitter, where users have been filtering relevant information with the hashtag #iranelection, has been a crucial hot spot for raw news.
Twitter even rescheduled some planned downtime in order to stay accessible for Iranian users in the midst of political upheaval at the request of the U.S. Department of State. The diplomacy agency is working with multiple social-networking and communication services to ensure that conversation and information channels stay active.
One technique being employed to get around the government's online blockades is the electronic equivalent of a detour, which involves using something known as a proxy server.
Normally, a Web browser makes a connection directly to a Web site's Internet address. But that address can be easily discovered and added to the government's blacklist. The trick is to redirect Web browsing through a proxy, which could be a permanent commercial service, or someone volunteering his or her computer temporarily.
Worried that the Iranian government might seek out and punish any Twitter users who were employing the microblogging site for potentially subversive purposes, Twitterers are encouraging others to change their stated country of origin. Certainly, the Iranian government knows how to use Twitter and how to find people in that country using the microblogging service as a way to spread news about the protests.
The easiest way the Iranian government could discover which tweets were from Iranians is to look at whose accounts are registered to people who identify themselves as being from that country. A new thread that spread quickly across Twitter urged people around the world to change those settings in order to make themselves appear to be in Tehran.
• With Iran crisis, Twitter's youth is over
• State Department comments on 'talks' with Twitter
• '#CNNFail': Twitterverse slams network's Iran absence
• Google, Facebook rush Iranian language support
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- With apologies to Darth Vader - "The ISPs Strike Back" [ Video - 1:39 ] - http://bit.ly/rIN6Q #nns
- A Clear Case for ISP Regulation: IP Address Logging - http://bit.ly/1b49XN #nns
- Call for Videos! "The Internet Issues That Matter to Me!" - http://bit.ly/8cQ3j
- "Internet Heroes and Villains" - http://bit.ly/1Vhhf #nns
- Making sure ISPs can't hinder new startups: http://bit.ly/zdgNZ #nns
- AT&T likely to offer lower priced iPhone data plans with much more limited data caps - watch for those overages!: http://bit.ly/u5XQc
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- WashPost on TV's "Death by Internet" -- but no mention of bandwidth caps, naturally ... http://bit.ly/1blJI #nns
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Se non è un allarme rosso, poco ci manca. Il sistema bancario italiano, che finora ha tenuto botta sotto i colpi della crisi finanziaria internazionale, potrebbe prima o poi subire qualche scossone. Qualche segnale di preoccupazione è arrivato ieri da una delle più importanti agenzie di rating internazionali.
Moody’s ha messo sotto esame 21 banche e istituzioni finanziarie del nostro Paese e ha annunciato che ci potrebbe essere un declassamento nel giudizio. La manovra, come ha spiegato la stessa agenzia, è di impatto «limitato» e si tratterebbe di un passo indietro di un solo scalino rispetto ai livelli attuali.
Ma il segnale negativo resta. E tra le banche messe sotto esame in vista di un possibile declassamento dei rating figurano anche big del settore istituti come UniCredit, Mps e Bmp. Per piazza Cordusio, Moody’s ha messo sotto esame per un eventuale taglio il rating sulla solidità finanziaria, mentre sono stati confermati con prospettiva stabile i giudizi del colosso guidato da Alessandro Profumo sui depositi a lungo termine e sul debito principale non garantito. Nessuna variazione anche per quanto riguarda i depositi a breve termine e altri giudizi sui debiti subordinati.
IntesaSanpaolo ha sottolineato che l’agenzia ha confermato sia il rating sia l’oulook sui debiti. I dubbi su Mps Capital Services, invece, si riferiscono alla solidità finanziaria e ai depositi a lungo termine. Due fronti su cui l’agenzia potrebbe procedere a un taglio del voto.
Più o meno stesso discorso nell’analisi sulla Banca Popolare di Milano.
Le decisioni in merito ai rating sotto esame saranno prese «nelle prossime settimane». Henry MacNevin, vice-presidente e team leader Moody's per le banche italiane, ha spiegato che anche se «l’outlook per il sistema bancario italiano è al momento negativo, nondimeno il potenziale al ribasso per i fondamentali finanziari e i rating delle banche italiane è decisamente più ridotto rispetto a quanto è successo con altri sistemi bancari europei».
La stangata sui rating segue di appena 24 ore alcuni timori espressi dal presidente dell’Abi, Corrado Faissola. Che mercoledì aveva segnalato le evidenti difficoltà nel comparto del credito e in particolare per quanto riguarda gli incagli.
Il faro acceso da Moody’s, comunque, non ha azzoppato i titoli bancari sui listini. Anzi. Dopo una serie di sedute al ribasso, ieri le banche hanno guidato la riscossa di piazza Affari. In spolvero, in particolare, Unicredit (+4,58% a 1,8 euro), Banco Popolare (+3,8% a 5,16 euro) e Bpm (+3,58% a 4,3 euro). Positiva anche Intesa Sanpaolo (+1,3% a 2,3 euro). Vendite, invece, per Mps (-2,8% a 1,076 euro), Mediobanca (-1,23% a 8,4 euro) e Ubi (-0,5% a 9 euro).
La Biennale di Venezia: l'arte contemporanea in mostra
Glenda Cinquegrana, art consultant, racconta il viaggio di ThinkLUX tra le opere d'arte contemporanea più importanti al mondo, tra nuovi talenti e riconferme.
MASBEDO (2009). Schegge d'incanto in fondo al dubbio, installazione audio video su 2 schermi. Courtesy Noire Contemporary Art
I will not make anymore boring art. John Baldessari. Questa frase troneggia sul Canal Grande all’altezza di Punta della Dogana, salutando i visitatori dell’ultima Biennale Veneziana. La Biennale di Venezia quest’anno non annoia, ma a tratti sorprende.
Cominciamo il nostro tour della Biennale Venezia dalla visita all’ex storico Padiglione Italia collocato all’interno dei Giardini della Biennale, sede del nucleo centrale della mostra Fare Mondi, curata da Daniel Birnbaum. L’ingresso, segnato dalle Instruction Pieces di Yoko Ono, fornisce la chiave di lettura di tutta la mostra: il titolo Fare Mondi, vuole essere un tentativo d’indagine delle potenzialità dell’arte come medium creativo nel Terzo Millennio, alla luce della crisi del concetto di post-moderno e, secondo le parole del curatore, nella ricerca di possibili nuovi inizi.
Forse i nuovi inizi mancano, ma gli spunti che l’esposizione fornisce sono diversi. La mostra contenuta nell’ex Padiglione Italia trova diversi nuclei interessanti in una pittura, declinata nelle dimensioni di appunto di lavoro (Gordon Matta-Clark), dell’illustrazione (Öyvind Fahlström), del disegno di matrice iconico-ironica (Pavel Pepperstein). L’attenzione per questo medium si colloca accanto a cenni della storica performance art (da Gilbert and George a John Baldessari), e a alcune installazioni di grande potenza espressiva.
In questa ultima serie rientrano il lavoro di Hans–Peter Feldmann e Nathalie Djurberg. Del primo, la mostra presenta l’opera già esposta a Basilea alla sezione Art Unlimited, dal titolo Schattenspiel, Shadow Play. Si tratta di un grandioso diorama, realizzato su una sorta di immaginifico inventario di oggetti da mercatino delle pulci, fra soprammobili di gusto kitsch souvernis, figurine di latta, e suppellettili. L’effetto, nell’assurda futilità degli oggetti, è poetico ed assieme ironico. Della Djurberg la mostra offre il lavoro Esperimente (2009), in cui i video incentrati sulla tematica dei rapporti di forza e di potere fra sessi, sono presentati in una composita installazione di fiori e piante carnivore, che incarnano una complessa visione dell’universo femminile, vittima e carnefice della storia.
La visita della mostra principale può dirsi conclusa felicemente nel bookshop, ridisegnato da Rirkrit Tiravanija, a cavallo fra arte, architettura e design, e la caffetteria, opera di Tobias Rehberger, che spiazza per il gioco di visioni provocate dagli specchi e i grafismi delle pitture nere.
Per quanto riguarda le partecipazioni nazionali collocate nella cornice nei Giardini, l’omaggio a Bruce Nauman nel Padiglione statunitense è un passaggio obbligato della mostra. Le pareti esterne del Padiglione sono ricoperte dei neon dell’artista, fra cui il celebre The real artists helps the world by revealing the mystic truths, opera del 1967, in collezione al Philadelphia Museum of Art. Negli altri padiglioni nazionali poche sorprese ma presenze eccellenti: l’Azionismo Viennese di Elke Krystufek al padiglione Austriaco, Miguel Barcelò nel Padiglione Spagnolo la cui pittura, svuotata del contenuto post-moderno, nei lavori recenti diventa arte di maniera, ma colpisce ancora per la qualità. Se un po’ noioso è il lavoro di Fiona Tan nella versione monumentale del padiglione Olandese, icastico e spiazzante è il progetto curatoriale di Elmgreen e Dragset per quello Danese.
Una segnalazione, rispetto ad altre presenze più blasonate, merita il Padiglione delle isole Comore, in cui si trova il lavoro di un artista italiano di origini americane Paolo W. Tamburella, visto due anni fa alla Fondazione Sandretto Rebaudengo. L’artista, da sempre interessato al tema della globalizzazione imperfetta, indaga sulla sparizione delle barche tradizionali comoriane per il trasporto delle merci, ossia le djahazi, a seguito di una legge che ne ha proibito l’uso. Per la Biennale Veneziana Tamburella è stato capace di un’operazione strabiliante: portare nella laguna una djahazi, e collocarla in acqua davanti al Padiglione dei Giardini, carica di un enorme container. L’azione politico-artistica in senso beuysiano, e l’evidenza stessa dell’oggetto nelle acque della laguna hanno un effetto deflagrante.
Nell’Arsenale la mostra prosegue dando corpo a installazioni spettacolari che si confanno agli spazi delle Corderie, non tutte efficacissime. Dopo emozioni di gusto un po’ barocco (Michelangelo Pistoletto), e i pezzi non del tutto nuovi (Carstern Holler) e qualche presenza inedita (l’architetto Yona Friedman), i lavori più interessanti si trovano, a mio avviso, in alcune opere video. Dopo la stanza dedicata a Joan Jonas (con il bel Reading Dante IV), segue il lavoro di Keren Cytter, Untitled (2009), un’opera video di nove minuti, collocata su tribuna che rimanda all’inedita dimensione teatrale del lavoro. Gli attori del video interpretano un discorso frammentato, a tratti surreale e a tratti ironico, come sempre nei lavori della Cytter, che in questo caso analizza la complessa dimensione dei rapporti familiari, in un groviglio di tensioni e sentimenti contrapposti, fra amore e odio. Il lavoro vede un ridimensionamento dell’attenzione concettuale per le potenzialità linguistiche del mezzo e laddove sfrutta le capacità espressive degli attori, è di notevole intensità.
La visita dell’Arsenale implica il passaggio obbligato al Padiglione Italia, dove si trova la mostra intitolata Collaudi, in omaggio a Marinetti. Il rimando al Futurismo non è tangibile - se non alla luce di una superficiale considerazione della molteplicità dei medium scelti dagli artisti rappresentati - e forse in un certo peccato di retorica marinettiana che si trova nelle opere di alcuni. La coppia Luca Beatrice Beatrice Buscaroli, a parte Sandro Chia, fa del Padiglione Italia la sede privilegiata della pittura italiana della generazione di mezzo, in cui si distingue il lavoro di Luca Pignatelli, materico sino a sembrare post-poverista. I migliori episodi della mostra sono nella fotografia e nel video, dove si fa notare il lavoro dei Masbedo, dal titolo Schegge di incanto in Fondo al Dubbio. Pur in una pulitura estetica dell’immagine che diventa estetizzante, l’opera che segna la ripresa dei classici temi houellebecquiani cari dal duo, e complici anche le musiche di Gianni Maroccolo (Marlene Kuntz) e l’ottima interpretazione di Sonia Bergamasco, è capace di convincere.
Saltando a piè pari il poco rilevante Padiglione Cinese, la visita all’Arsenale si può idealmente concludere con una passeggiata al Giardino delle Vergini, in cui, fra piante e ricordi di land-art, si trovano alcune sperimentazioni interessanti (Lara Favaretto). Una chicca di questa sezione è certamente il lavoro della francese Dominique Gonzalez–Foerster: il Senza titolo (Il giardino dei Finzi Contini) (2009) è citazione ironica della celebre partita di tennis nell’omonimo film di De Sica del 1970 giocata da Dominique Sanda ed Helmut Berger, sotto le mentite spoglie di un tappeto da giardino.
Infine la Biennale sorprende ancora per la ricchezza di mostre collaterali, diverse e di buona qualità. Nella sola sezione delle Tese della Nuovissima all’Arsenale ne segnaliamo tre, ossia il progetto curatoriale di Jota Castro dal titolo the Fear Society, un’ardita mostra dal titolo Unconditional love (fra Marina Abramovic e gruppo AES+F), e il ritorno di Jan Fabre. Su tutti infine un cenno particolare merita la proiezione, legata alla personale a lei dedicata dalla Fondazione Bevilacqua La Masa, del video Fata Morgana di Rebecca Horn. Nella splendida cornice del Teatro La Fenice, l’opera dal surreale titolo A flying stone following the mercury carpet like a cloud, è un excursus fra temi quali l’amore, la follia, la morte, brillante grazie anche all’interpretazione di bravi attori come Donald Sutherland, Geraldine Chaplin e Valentina Cortese.(Glenda Cinquegrana)
For several years the visual art community in Chile has been telling us of the great need for a National Pavilion that might provide a space for the expression and exhibition of the wealth of Chilean artistic production. With few exceptions —among them the 2001 participation of renowned visual artist Juan Downey, whose installation About Cages earned the Chilean Pavilion a special Mention from the International Jury—Chile has participated in various Biennials within the context of the Latin American Pavilion, organized by the Italo-Latin American Institute, an entity to which we owe a lasting debt of gratitude and with which we enjoy profound cultural ties. It is for this very reason that the Chilean participation within the context of the National Pavilion takes on a special meaning, particularly in light of the fact that the year 2009 was such a significant one for the visual arts in Chile. This year marks the inauguration of the Chilean Triennial, an event that is part of President Michelle Bachelet’s governmental platform and that promises to be our great celebration of the Visual Arts all across Chile, with exhibitions from distinguished international curators and the participation of artists from all over the world. Without a doubt, the Triennial will mark a turning point in that it will firmly establish the Visual Arts among the priorities of public programs that support culture in Chile. At the same time, the Ministry of Foreign Affairs is proud to announce that Camilo Yáñez will be the general curator of the 7th MERCOSUR Biennial. It is the first time that this responsibility has been awarded to a Chilean, which only underscores what a truly significant moment this is for the arts in our country. At the last Venice Biennial we spoke of an incipient international presence. Today we can most confidently state that the efforts of this Ministry of Foreign Affairs, through the Directorate for Cultural Affairs and in conjunction with various actors in the field of the arts, whether institutional or independent, have come to fruition and strengthened Chile’s presence in the international circuit of contemporary art. For all the above, it is our great pleasure to present the distinguished Chilean artist Iván Navarro and his installation Umbral (Threshold) to this 53rd Venice Biennale International Art Exhibition. Navarro’s trajectory speaks for itself. Selected by the Advisory Council for the Visual Arts in collaboration with the Directorate for Cultural Affairs, Navarro confirms the theses posited by our institution regarding the dissemination and circulation of Chilean art. Navarro’s work offers a compelling dialogue with the curatorial proposals put forth by Daniel Birnbaum, and among the rising stars of Chilean art, he is without a doubt the artist who has achieved the greatest visibility in the many and various spheres of the art world. A resident of New York City for several years, his work has been exhibited in numerous museums and galleries, and is part of many collections, both private and public. His work, critical of the institutions of power, alludes to the many contours of reality as we know it. Recognized for his use of electric light and energy as well as their juxtaposition against the realm of darkness, he is an artist who has been a witness of his era, one who cannot escape history but who questions it over and over, utilizing and transcending a variety of different techniques culled from a variety of different sources, among them minimalism. Navarro speaks to us about subjects both social and political, but always with an ironic gaze that offers a multiplicity of possible interpretations. We would like to thank the Biennial Foundation for the invitation to participate in this event, through our National Pavilion, in a space as noble as the Artiglierie del Arsenale. We would also like to thank the Embassy of Chile in Italy, which has been essential to the organization of this project; the Advisory Council for its tireless support of the dissemination of Chilean visual arts; to the curators of the Pavilion, Antonio Arévalo and Justo Pastor Mellado, and to all those who have contributed their efforts to make this very significant exhibition possible.
Alejandro Foxley Rioseco Minister of Foreign Affairs of Chile
March, 2009
pubblicato giovedì 18 giugno 2009Magnetism I del saudita Ahmed Mater Aseeri è l’emblema di un linguaggio che si nutre di tradizione quanto di stimoli esterni. Mater utilizza due calamite a forma di cubo, che colloca in posizione opposta - una visibile, l’altra nascosta - e, tutt’intorno, elementi di ferro in un vortice di attrazione-repulsione. Evidente il richiamo alla Ka’ba, luogo sacro e fulcro del mondo islamico. Scelta rappresentativa, quindi, per iniziare il percorso di Edge of Arabia, collettiva che riunisce, tra gli altri, Faisal Samra, Shadia & Raja Alem, Manal al-Dowayan. Palazzo Contarini Dal Pozzo, che la ospita, è anche sede del party per la neonata Sharjah Art Foundation.
Il Padiglione degli Emirati Arabi Uniti debutta all’Arsenale, con il titolo provocatorio di It’s Not You. It’s Me, puntando sul lavoro fotografico di Lamya Hussain Gargash. L’artista contrasta l’immagine stereotipata di un Paese sfavillante, mettendo il visitatore di fronte a una realtà inaspettata. Con la serie Familial, entra nelle stanze di alberghi economici, luoghi densi di emozioni, che scopre possedere un’anima. Per personalizzare l’esperienza, poi, vi colloca le foto dei propri familiari.
Autonomamente, Abu Dhabi presenta alla Biennale il meeting point Adach Platform for Visual Arts in Venice. Consapevole dei propri traguardi in termini di progresso, l’emirato mostra grande interesse per le arti visuali, come testimonia Hassan Sharif con Collection of works, installazione in progress che occupa un’intera stanza all’Arsenale Novissimo.
Parlando di stanze, il Padiglione siriano si chiama proprio Stanza d’artista. Traendo ispirazione dal tema presenza/assenza, interpretato da Issam Darwish con la raffigurazione di indumenti femminili, non si può non constatare - per l’appunto - la scarsa presenza degli artisti siriani, rappresentati solo da Darwish e dall’informale Yasser Hammoud: gli altri sono italiani, insieme al finlandese Palosuo.
Sembra quasi un ossimoro, poi, il Padiglione iraniano (Hope for the future): si spera nel futuro, ma ci si ostina a guardare al passato. Benché nobile, come la tradizione calligrafica per Sedaghat Jabbari o l’epopea del Libro dei Re, a cui s’ispira in chiave pop Iraj Eskandari.
Più stimolanti gli artisti di Divano Orientale-Occidentale: Arte contemporanea dall’Afghanistan, Iran e Pakistan: tra loro, il grande fotografo Bahman Jalali e artiste quali Zolaykha Sherzad e Aisha Khalid, che dà voce alla claustrofobica condizione delle donne pakistane attraverso un intricato disegno geometrico. Raffinato miniaturista, infine, Mohammad Imran Qureshi gioca con la tradizione, inserendo elementi iconografici del contemporaneo, come l’uomo in “salwar kamiz” a passeggio con l’ombrello nero.
Anche Materia Prima alla 53. Biennale. I cinque artisti del gruppo veneziano partecipano al progetto Krossing, evento collaterale della Biennale di Venezia, nella sezione Immaginodromo, che comprende circa una cinquantina di nomi, a Forte Marghera. Il gruppo Materia Prima, formatosi a Venezia nel 1980 - attualmente composto da: Guido Baldessari, Stefano Momentè, Giuliano Negretto, Bruno Pagliaro, Stefano Zanus e dal critico d'arte Siro Perin -, nel corso degli anni ha perseguito, con molteplici interventi sia nel territorio nazionale sia all'estero, la valorizzazione, l'innovazione e la diffusione dell'arte contemporanea. I suoi componenti, provenienti da svariate esperienze individuali, hanno saputo creare una simbiosi protesa alla creazione di un linguaggio univoco e allo scambio sinergico con altre branche dell'arte, quali scultura, poesia, narrativa, musica e video, proponendosi in vari happening (come la partecipazione all'unico evento collaterale della Città di Chioggia alla 51. Esposizione Internazionale d'Arte Biennale di Venezia nel 2005). Tale poliedrica interazione, spesso capace di collaborare con pubbliche amministrazioni, nel corso del tempo è stata in grado di trasformare Materia Prima da gruppo a vero movimento d'arte. Anche questo nuovo coinvolgimento di Materia Prima all'interno di Krossing, progetto di Marco Polo System g.e.i.e., curatore Andrea Bonifacio, come evento collaterale della 53. Biennale d'Arte, è una ulteriore conferma della sua capacità di interrelazione con gli input e gli spazi offerti dalla cultura odierna. Il gruppo intersecherà il suo mondo con altre entità culturali originando un nuovo e affascinante connubio: non mancheranno perciò partenze/arrivi/incontri con diverse realtà sociali/intellettuali/artistiche, anch'esse ospiti e protagoniste nello spazio di Forte Marghera appositamente allestito e titolato Immaginodromo.
Dunque le nuove strade della mondialità contemporanea rinverdiranno idealmente le vecchie vie, come ad esempio quelle tracciate dalle sconfinate strade consolari romane o dagli itinerari dei pellegrini romei e palmieri, che nel corso dei secoli hanno permesso l'incrocio tra nord, sud, est e ovest e l'incontro fisico, commerciale e soprattutto spirituale tra le genti.
nome _ krossing > immaginodromo
sede _ forte marghera, via forte marghera 30, mestre (venezia)
periodo _ 5 giugno > 15 ottobre 2009
orari _ dalle 10.00 alle 18.00, con ingresso libero; chiuso il lunedì
artisti _ guido baldessari | stefano momentè | giuliano negretto | bruno pagliaro | stefano zanus
Abbondare con le maiuscole nelle comunicazioni del giro burocratico è un vecchio vizio italiano.
Non deve quindi stupire se, proprio nel momento della sua auspicata scomparsa, anche una delle disposizioni bancarie più detestate assurga al maiuscolato titolo di "Massimo Scoperto". E' lui infatti il protagonista di una della tante lettere che in questi giorni i correntisti stanno ricevendo - anche se con date del mese scorso - dagli istituti di credito e della quale un esempio potete vedere qui allegato.
Ecco allora che il "Gentile Cliente" scopre riga dopo riga la Commissione trimestrale Disponibilità Fondi o la Spesa Trimestrale di Gestione Sconfini (che, forse perché sconfina, guadagna la maiuscola anche nel Trimestrale), finendo poi invischiato in un selva di *** (asterischi) di rinvio alle note a piè pagina che rappresentano un terzo della lettera.
Meno male che alla fine due righe riportano la luce: "Il suo Gestore (G maiuscola) è a disposizione per illustrarle (avremmo gradito un illustrarLe) nel dettaglio le modifiche intervenute e fornirle (fornirLe, grazie) tutte le informazioni necessarie".
Che traduciamo: ragioniere, a che ora posso passare a parlarle?
Venezia è la magia di un riflesso, è un raggio di sole che ti osserva anche se cammini a testa bassa, è un balcone fiorito che sembra galleggiare, è ponti e scale e gente e tutto l’incantesimo della sua unicità.
Lo dovevo a Venezia questo inizio poetico perché poetica è l’aria che si respira in ogni suo angolo, molte imitazioni nel mondo ma nessuna come lei.
Chissà quante persone vorrebbero poter, almeno una volta, prendere un taxi o un autobus sull’acqua, passeggiare in una città dove non esistono auto o biciclette, e ammirare i meravigliosi palazzi, i ponti e le calli.
Venezia merita il viaggio, qualunque esso sia, per questo è la città che in Italia ha il maggior flusso turistico, soprattutto di stranieri.
Infatti devo ammettere che proprio chi abita “a due passi” da Venezia è proprio colui che la da per scontata, che magari ci va per lavoro (come me) e che può visitarla quante volte vuole e pensa “è sempre Venezia“… nulla di più sbagliato, le cose che per noi sono comuni per altri possono essere straordinarie e Venezia vista una o 100 volte è così:
Lascia sempre a bocca aperta!
Ora scendiamo un po’ nel concreto ma non ti parlerò di Piazza San Marco, o del Ponte di Rialto o Ponte dei Sospiri, bensì vorrei segnalarti l’evento che anima Venezia in questo periodo e che ancor di più dovrebbe indurre a programmare una visita, la Biennale.
La Biennale di Venezia è da oltre un secolo una delle istituzioni culturali più prestigiose al mondo, organizza manifestazioni internazionali come:
- la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica;
- l’Esposizione Internazionale d’Arte;
- la Mostra Internazionale di Architettura;
- i Festival di Musica e Teatro;
- il Festival di Danza.Il 7 giugno ha aperto i battenti la 53-esima edizione della Biennale e terminerà il 22 novembre, con un’agenda culturale talmente fitta d’iniziative e mostre da non avere rivali in tutta Europa, con oltre 40 mostre da visitare insieme alla Biennale, grazie anche all’inaugurazione di nuove sale ed esposizioni in edifici storici.
L’arte deve essere vista nella sua accezione più ampia per essere amata appieno, per questo se ami l’arte appesa alle pareti non potrai non stupirti dell’arte che ti circonda passeggiando per le calli veneziane, e non potrai non amare l’armonia della danza o l’emozione suscitata da un film o da una canzone.
Perciò anche se fa caldo, puoi approfittare di questo momento culturale per visitare la splendida città lagunare che ti ripagherà sicuramente delle pene dovute alla temperatura estiva.
Al massimo puoi abbinare un soggiorno balneare nella splendida Bibione o nella stessa Venezia che possiede un bellissimo Lido.
Mi perdonerai se sono stata un po’ immateriale in questo articolo e poco pratica, come è solitamente mia consuetudine, ma amo molto ogni forma d’arte e mi sono fatta prendere la mano dall’argomento e da Venezia stessa.
Rimedio lasciandoti il sito ufficiale della Biennale dove trovate ogni informazione possibile:
=> La Biennale
Questo invece, è il link della “Biennale Card” che offre notevoli vantaggi agli appassionati:
Ecco l’elenco delle mostre che potrai trovare oltre la Biennale (tratta dal sito del Corriere):
***
Ca’ Pesaro Galleria Internazionale d’Arte Moderna
Dal 5/6 all’8/11: Bernardí Roig - Shadows Must Dance. Dal 7/6 al 4 /4 Non Voltarti Adesso. / Don’t Look Now. Indirizzo: Santa Croce 2076, tel. 041.52.09.070, www.museiciviciveneziani.com. Orari: 10-17 (chiuso lun.). Ingresso: 5,50 €.
***
Palazzo Fortuny
Dal 6/6 al 15/11: In-finitum. Indirizzo: San Marco 3780, Campo San Beneto, tel. 041.52.09.070, www.museiciviciveneziani.com. Orari: 10-18 (chiuso mar.). Ingresso: 9 €.
Ca’ Rezzonico Museo del Settecento VenezianoDal 4/6 al 5/10: That Obscure Object of Art. Indirizzo: Dorsoduro 3136, tel. 041.52.09.070, www.museiciviciveneziani.com. Orari: 10-17 (chiuso mar.). Ingresso: 6,50 €.
***
Centro d’Arte Contemporanea Punta della Dogana
Dal 6/6: Mapping the Studio: Artists from François Pinault Collection, a cura di Francesco Bonami e Alison Gingeras. Indirizzo: Dorsoduro 1, tel. 041.52.31.680. Orari: 10-19 (chiuso mar.). Ingresso: 20 € con visita di Palazzo Grassi (biglietto valido 3 giorni).
***
Palazzo Grassi
Mapping the Studio: Artists from François Pinault CollectionIndirizzo: Campo San Samuele 3231, tel. 041.52.31.680, www.palazzograssi.it. Orari: 10-19 (chiuso mar.). Ingresso: 20 € con visita di Punta della Dogana (biglietto valido 3 giorni), 15 € solo un sito.
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Collezione Peggy Guggenheim
Dal 30/5 al 20/9: Robert Rauschenberg: Gluts. Indirizzo: Palazzo Venier dei Leoni 701, Dorsoduro, tel. 041.24.05.404. Orari: 10-18 (chiuso mar.). Ingresso: 12 € compresa la collezione permanente.
***
Fondazione Bevilacqua La Masa
Dal 29/5 al 20/9, nella sede di Palazzo Tito, Anton’s Memory By Yoko Ono. Nella sede di Piazza San Marco si visita la mostra Fata Morgana by Rebecca HornIndirizzo: Palazzetto Tito, Dorsoduro 2826, tel. 041.52.07.797. Orari: 10.30-17.30 (chiuso lun. e mar.). Ingresso: 3 €.
***
Fondazione Querini Stampalia
Dal 4/6 al 20/9 Mona Hatoum Interior Landscape. Indirizzo: Venezia, Campo Santa Maria Formosa, Castello 5252. Orari: 10 - 20, domenica 10 -19 (chiuso lun.). Ingresso: 8 €.
***
Un indirizzo di bed&breakfast che può tornare sempre utile:
E un ultimo consiglio.
A Venezia è meglio arrivare in treno, le auto devono rimanere fuori e i parcheggi costano parecchio quindi il treno è l’ideale.
Puoi arrivare alla stazione di Venezia-Mestre e poi da lì i treni per Venezia-Santa Lucia sono ogni 10 minuti, può essere un’idea anche arrivare in auto fino a Mestre e poi prendere il treno.
Alcuni link per informazioni:
=> Turismo Venezia
=> Venice AirportArticolo di
Alessia Scarparo