A qualcuno di voi sarà giunta voce del fatto che gli ultimi sondaggi sulle prossime europee accreditano la Lista Bonino-Pannella di un sorprendente 3%.
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Le nuove tribù promuovono nuove infrastrutture di accesso alla Rete. L'innovazione la promuovono i Cittadini; siamo noi quelli che stiamo aspettando.
Per capire le ossessioni di un periodo può essere utile dare un occhio all’arte. Alla Biennale di Venezia uno dei principali fili conduttori di questa edizione sarà il corpo. Un vero chiodo fisso degli ultimi anni, un fantasma che guasta il sonno di molti e che ritroviamo negli incubi provocatori dell’arte contemporanea. Ed è singolare che il corpo, oggi vissuto ed esibito apparentemente con maggiore disinvoltura che nel passato, affolli la fantasia degli artisti nella versione diametralmente opposta a quella offerta dai media. Se questi rincorrono una bellezza levigata e patinata, l’arte ci ripropone il corpo nella sua dimensione caduca e deforme, quella in cui il corpo non è tanto il luogo della vita, ma soprattutto della morte, come nei cadaveri di Cattelan o negli scheletri impalati e crocifissi di Chapman o nel corpo di gomma morto in piscina o sdraiato sul pavimento del padiglione dei paesi nordici.
Per rappresentare il nuovo padiglione, il commissario Miria Vicini e il curatore Giacomo Zaza hanno scelto l’artista monegasco Philippe Pastor con l’importante intervento Le ciel regarde la terre. La mostra espone un nucleo inedito di tre grandi opere pittoriche, realizzate appositamente per l’occasione, e un’installazione con tronchi d’albero bruciati.
La 53esima Biennale disegna una nuova geopolitica attraverso l'arte, ambasciatrice di nuove relazioni diplomatiche come emerge dall'inchiesta di "Plus24-ArtEconomy24" in edicola sabato 6 giugno. Oltre la presenza degli Emirati Arabi Uniti, sempre più interessati al turismo culturale e all'organizzazione di musei nascenti, la presenza ufficiale dell'Iran e della Palestina, Afghanistan e Pakistan tra gli eventi collaterali suggerisce un possibile dialogo verso l'Occidente. Mentre sembra essersi rarefatta la presenza africana, un continente non più rappresentato.
Lo scandalo è che, fra mille polemiche e mille pregiudizi e alzate di ciglia e scuotimenti di testa e sorrisetti di compatimento di fronte alle «scelte passatiste» (leggi sempre Padiglione Italia di Luca Beatrice e Beatrice Buscaroli) che portano il nostro Paese «in serie C» (giudizio Aspesi-Bonami), la grande stampa nazionale (e forse in parte quella internazionale) ha passato sotto silenzio o liquidato in poche righe la riapertura, dopo trent’anni di chiusura e in occasione proprio di questa Biennale, del secondo piano di Ca’ Pesaro. Come dire: mille metri quadrati di straordinaria architettura affacciata sulla luce del Canal Grande e popolata di capolavori, da Wildt a Rodin, da Leonardo Bistolfi a Napoleone Martinuzzi, da Emilio Vedova a Lorenzo Viani, da Galileo Chini ad Aristide Sartorio ad Antonio Mancini, tanto per citarne alcuni in ordine sparso e senza nessun criterio cronologico. Accecati da un «furor destruendi» di squisita matrice politica, gli occhiuti soloni del giornalismo e della critica d’arte, non hanno visto niente.
Biennale, giornata seconda, cioè quella dell’affollatissima conferenza stampa prima delle varie inaugurazioni e dell’apertura ufficiale. Ed ecco il giudizio: perfino il Montenegro e gli Emirati Arabi offrono arte migliore della nostra. Non lo afferma chi scrive - ben lungi da attribuirsi tali splendenti virtù da critico d’arte - ma il quotidiano La Repubblica per la penna di Natalia Aspesi. L’attacco è diretto al padiglione Italia (quello di B&B come è stato battezzato dai nomi dei due curatori, Luca Beatrice e Beatrice Buscaroli, nella foto a sinistra), padiglione che, «under attack», finisce per salire alla ribalta e diventare l’attrazione numero uno di una 53ª Biennale che altrimenti si trascinerebbe come al solito straccamente fra un pettegolezzo di galleristi e un aperitivo riscaldato dal bollente giugno veneziano, e invece no. Alla seconda giornata delle pre-inaugurazioni, il pubblico fa la fila al padiglione, soprattutto i giornalisti stranieri, «forse perché non hanno letto la stampa italiana», commenta Luca Beatrice.
29/05/09Evento collaterale alla 53a Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di VeneziaPer la 53a Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia, John Cale presenterà una inedita installazione audio-visiva gallese, appositamente commissionata e curata da Bruce Haines. Il Galles offre agli artisti un ambiente di straordinaria ricchezza lirica e romantica e un particolare contesto politico e sociale.
Dyddiau Du/Giorni Cupi. John Cale
On the occasion of the 53rd Biennale Art Exhibition, the exhibition “A Gift to Marco Polo: Contemporary Art from China” will take place at VIU from June 3 to July 2, 2009. The opening ceremony will take place at VIU on the Island of San Servolo on June 2 at 6.00 pm. Nine prominent Chinese contemporary artists - Zhang Xiaogang, Zhou Chunya, He Duoling, Wang Guangyi, Fang Lijun, Yue Minjun, Zhang Peili, Wu Shanzhuan and Ye Fang - participate in the exhibition. As a tribute to Marco Polo, the participating artists combine elements from the East and West in their interpretations of Italian art, European culture and western civilization. Their work reflects what makes modern and the modern Oriental. The exhibition is organized by Institutions of Chinart, the Museum of Contemporary Art Shanghai and Venice International University.
Curated by Lu Peng and Achille Bonito Oliva
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La mia ultima chiamata
A qualcuno di voi sarà giunta voce del fatto che gli ultimi sondaggi sulle prossime europee accreditano la Lista Bonino-Pannella di un sorprendente 3%.
Sembrerebbe un recupero prodigioso, a onor del vero, e in parte lo è: abbiamo lavorato sodo, nell'ultimo mese, senza risparmiare una briciola di energia, sottraendo tempo al nostro lavoro, alle nostre famiglie, ai soliti cazzi di tutti i giorni.Insomma, come sul dirsi, abbiamo dato il fritto.Ma non è tutto.Il punto è anche (e soprattutto) un altro: dopo lo sciopero della sete di Marco Pannella, le televisioni sono state costrette a rimediare (sia pure in modo molto parziale) al deficit di democrazia che aveva cancellato i radicali dai tg, dalle trasmissioni di approfondimento, insomma, per dirla in estrema sintesi, dalla percezione degli italiani.Ebbene, in due settimane, quelle in cui gli elettori hanno potuto perlomeno sapere che ci presentavamo alle europee, abbiamo guadagnato un paio di punti buoni.Adesso la tentazione sarebbe quella di domandarsi quale percentuale ci attribuirebbero, oggi, se le televisioni avessero applicato uno straccio di legalità non soltanto nelle ultime due settimane; oppure quella di iniziare a rammaricarsi perché presumibilmente ci andremo vicini da morire, a quel 4%, e tuttavia non ce la faremo per un pelo.Ma bisogna vincerle, a volte, le tentazioni, a dispetto di quello che diceva Oscar Wilde.Così, ancora per un paio di giorni, le metto da parte, e mi concentro su quello che ritengo davvero importante, non solo per me e per gli altri militanti radicali, ma per tutto il paese: possiamo ancora farcela.Se avete a cuore i diritti civili, la legalità, la laicità dello stato, la libertà di scelta degli individui, la lotta a tutti gli integralismi, l'antiproibizionismo; se almeno un dubbio, anche piccolo, lo avete, prendete in considerazione l'idea di darci una mano.E di darla al paese.
Social Networking Conference is the largest event that covers the social networking industry, including a focus on mobile technologies, and business/enterprise social media. The next event is at the SLS Hotel in Beverly Hills, USA and is scheduled for June 25-26, 2009. The Social Networking Conference 2009 Beverly Hills event will have in its attendance the most prominent executives from the social networking industry. Topics covered include: mobile and other new technologies, business social networking, enterprise social networking, traditional & internet marketing, venture capital, partnerships, legal issues and payments.