Condivisione di buoni prodotti della Rete.
Contributed by Mauro Magnani
Le nuove tribù promuovono nuove infrastrutture di accesso alla Rete. L'innovazione la promuovono i Cittadini; siamo noi quelli che stiamo aspettando.
Sono d'accordo sull'ipotesi di Michele Vianello a Direttore Generale VEGA e vorrei spiegare il perché. Lo dico alla luce del fatto che saputo traguardare la Città di Venezia in ottica digitale e oggi, con l'affermarsi dei metadistretti del Veneto, serve proprio una figura capace di dirigere una realtà alla quale sono connesse 4.500 aziende per oltre 100.000 addetti. Con i risultati raggiunti mediante "Venice Connected", Vianello è la persona adatta per traguardare il VEGA nella dimensione della cittadella della Conoscenza, Scienza e Tecnologia. Va tenuto presente che i programmi già approvati (bonifiche incluse) faranno partire cantieri con uno sviluppo del VEGA pari a 112.000 metri quadri. Già oggi il VEGA esprime dati importanti. Tra le sedi dell'Auriga, Lybra, Pegaso e Pleiadi sono operativi circa 2.000 lavoratori in oltre 200 imprese. Per il 2019 le previsioni sono quelle di quintuplicare addetti e aziende. Per quanto riguarda la Presidenza al padovano Luigi Rossi Luciani non è affatto un problema. Anzi! E' un'opportunità in più per fabbricare rete visto che Venezia ha scelto di firmare e attuare dei protocolli d'intesa per costruire un asse strategico, urbanistico e socio-economico con Padova. Quindi, questa è l'occasione buona per uscire da una visione "venezianocentrica" al fine di aprirsi con fiducia alla multipolarità del Veneto e del Nordest. Per me il VEGA rappresenta davvero una concreta chance di sviluppo sostenibile per il territorio ed è anche un luogo di memorie. Era uno di quei posti di Marghera che da piccoli raggiungevamo in bici per giocare agli indiani tra i capannoni in disusi. E ricordo bene come è stato avviato il recupero dell'ex CRAL Agrimont per dare forma al primo nucleo del VEGA e poi la costruzione degli altri edifici. Sono passati vent'anni da quando il VEGA muoveva i primi passi e molte sono state le persone che hanno creduto nel progetto del Parco Scientifico Tecnologico. Vanno tutte ringraziate, compresi Gianpietro Marchiori e Massimo Colomban che stanno concludendo il loro mandato, perché è anche merito loro se oggi il VEGA può guardare al futuro con ottimismo. Ora è giunto il momento di una nuova fase e, in tempi di crisi Venezia, può lanciare un segnale di sviluppo importantissimo. I soldi sono già stanziati e tra il Vega 2, 3 e 4 sorgeranno nuovi laboratori, spazi per la produzione materiale ed immateriale, tra un mix vincente di nuove attività commerciali di piccole dimensioni, attività culturali e sei ettari di parco urbano che si affaccerà sull'acqua. C'è anche il recupero archeologico dei grandi edifici della prima zona industriale a rappresentare il simbolo della “Città del lavoro”. Il VEGA, un disegno di vent'anni fa che ha preso forma piano piano cercando l'integrazione infrastrutturale tra Marghera e Mestre. Anche se sul fronte della mobilità c'è ancora molto da fare, la costruzione del nuovo cavalcavia ferroviario e il cosiddetto “troso” ha permesso di connettere Via Torino con Via delle Industrie. Va sottolineato che in Via Torino sta crescendo il grande polo scientifico universitario di Ca' Foscari che porterà sicuramente indotto, sviluppo e innovazione.Una figura come Vianello serve perché ha iniziato concretamente a dematerializzare la Pubblica Amministrazione e può dirigere lo sviluppo dell'innovazione orientata dalla metacompetenza digitale. Non è un caso che al VEGA, proprio negli ultimi anni, ci sia stata progressiva creazione dei Metadistretti, ovvero realtà capaci di aggregare imprese ed enti andando oltre al concetto classico di distretto territoriale. Venezia può agilmente giocare la propria carta di Città Glocale, ovvero globale e contemporaneamente locale grazie alle tecnologie digitali. Infatti ciò avviene per mezzo dei metadistretti veneti MDM, (digitale multimediale), BBCC (beni culturali), METAS (ambiente e sostenibilità), SKYD (aerospazio e astrofisica), MDTV (turismo) e BIOFAB (biotecnologie). A tale potenzialità relazionale va inoltre aggiunta quella di Veneto Innovazione, dell'Unione Regionale delle Camere di Commercio, del Consorzio Venezia Ricerche, di Hydrogen Park, Nanofab e Venezia Tecnologie che hanno tutti sede al Parco Scientifico. Il VEGA ha tutte le potenzialità per assumere la guida del rilancio del territorio, immaginando Porto Marghera come la Valley californiana, capitale dell'innovazione tecnologica italiana. Ecco, dalla nuova governance del VEGA mi aspetto questo.
Grazie dell'attenzioneVittorioVittorio Baroni è stato per circa otto anni nell'Esecutivo della Municipalità di Marghera. Si è occupato del VEGA nel ruolo di Consigliere Delegato organizzando sopralluoghi e incontri per l'istruttoria di diverse delibere e per aver proposto l'Osservatorio Digitale Porto Marghera (http://www.margheradigitalhttp://www.margheradigital</span><wbr /><span class=">facebook.com