Ci sarebbe da ridere se la situazione non fosse tanto seria e drammatica.
Ieri ho raccontato della decisione dell’On. Bongiorno, Presidente della Commissione Giustizia della Camera di dichiarare inammissibili i due emendamenti con i quali gli Onorevoli Cassinelli e Zaccaria, avevano tentato di “ammorbidire” le conseguenze che il comma 29 dell’art. 1 del DDL intercettazioni è destinato a produrre sulla libertà di informazione in Rete.
Non è e non era una notizia frutto della fantasia ma, piuttosto, dei resoconti parlamentari.
I due emendamenti sono stati davvero dichiarati inammissibili.
Se avete dubbi leggete qui.
La declaratoria di inammissibilità - peraltro del tutto immotivata ed ingiustificata alla stregua del Regolamento parlamentare - ha rappresentato un autentico attentato alla libertà di informazione in Rete e, comunque, un gesto di assoluta mancanza di rispetto verso un tema di enorme rilevanza per un sistema Paese che ha, ormai da tempo, affidato alla Rete buona parte della resistenza democratica.
Per reagire a tale iniziativa inconsulta del Palazzo, ieri notte, con gli amici Arianna Ciccone, Vittorio Zambardino, Alessandro Gilioli ed altri abbiamo preso connessione e PC (carta e penna si sarebbe detto un tempo) e scritto la lettera oggi aperta alle firme su Facebook ed altrove (valigiablu.it) per chiedere che gli emendamenti fossero riproposti e discussi almeno in Aula.
Stando così le cose, quando, in mattinata mi hanno comunicato che ieri notte, in Commissione Giustizia, l’emendamento presentato dall’On. Zaccaria sul famigerato comma 29 era stato discusso e bocciato, ho stentato a crederci…
Sfortunatamente, però, in Italia, ormai, la realtà supera la più vivida delle immaginazioni.
Il resoconto parlamentare della seduta di ieri, infatti, conferma che la Commissione Giustizia ha bocciato l’emendamento n. 1.368 dell’On. Zaccaria ovvero lo stesso dichiarato inammissibile.
Eccovi lo stralcio del resoconto di Commissione:
Antonio DI PIETRO (IdV) illustra il proprio emendamento 1.369 e ne raccomanda l’approvazione.
La Commissione respinge l’emendamento Di Pietro 1.369.
I deputati Donatella FERRANTI (PD) e Antonio DI PIETRO (IdV) sottoscrivono l’emendamento Zaccaria 1.368.
La Commissione respinge l’emendamento Zaccaria 1.368.
Jean Leonard TOUADI (PD) rileva, per quanto riguarda l’emendamento Zaccaria 1.368, la tendenza di questa maggioranza a modificare gli spazi di libertà. Il comma 29, oltretutto, appare anacronistico.
Credo sia un caso più unico che raro ma per un qualche strano errore, l’emendamento SalvaRete è stato prima dichiarato inammissibile e poi addirittura bocciato.
La posizione del Palazzo sulla libertà di informazione online non credo possa essere più chiara!
Fuori dibattute, però, sono davvero terrorizzato dalla leggerezza con la quale in Parlamento si gioca con la libertà altrui e, forse, mi fa più paura questa leggerezza che non l’ovvia determinazione con la quale i padroni della TV vogliono chiudere la Rete.

