Per costruire una governance di Internet credibile e partecipata è fondamentale seguire un approccio “bottom up”: è questo il modo con il quale la Rete ha funzionato fino ad oggi.
Abbiamo così deciso di raccogliere e sistematizzare le esperienze e le prassi che si sono affermate sulla Rete al fine di individuare punti ideali di equilibrio, in analogia a quanto fece il giurista sardo Domenico Azuni che raccolse leggi, usi, consuetudini, ordinanze e decisioni consolidate per la navigazione sui mari dell’Europa di inizio ‘800.
Il primo passo da compiere per dare avvio all’operazione “Codice Azuni” è dare voce agli utenti della Rete per condividere come “orientarsi” sulla Rete.
Con il documento“Codice Azuni versione Beta”, il dibattito sulla governance di Internet è da oggi (e per un mese) aperto a tutti coloro che sono interessati a contribuire alla riflessione sulle problematiche, sulle sfide e sulle opportunità che Internet pone.
Renato Brunetta
(Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione)
Precisazioni:
- Come descritto nei documenti, l’obiettivo dell’iniziativa non e’ fare nuove norme ma costruire una tassonomia dei problemi percepiti e delle opportunita che offre la rete e successivamente una mappatura delle relative best practices mondiali.
- Questa non sara’ l’unica consultazione pubblica in materia, ma solo un primo passo per affinare strumenti e metodi raccogliendo feedback dalla rete.



Ma il campo di questa regolamentazione quale dovrebbe essere ? regolamentiamo solo quello che si trova entro i confini italici ? e come ? (Primo problema) credo che i governi si trovino ad affrontare un fenomeno pari solo al concetto della libera persona che si muove libera nel mondo senza frontiere,difficilmente si può tornare indietro costruendo confini digitali pari a quelli fisici geografici, intendiamoci la cosa é tecnicamente e ovviamente possibile “cina docet” ma estremamente difficile,quindi cosa ? una REGOLAMENTAZIONE CHE VADA BENE X L’ITALIA ? EUROPA ? MONDO ?
Consideriamo l’aumento esponenziale di oggetti che si collegheranno in questi anni ad internet la prima cosa che viene da pensare é :BANDA …é inutile che la compagnia di turno offra usb key ad altissima velocità quando poi le celle di aggregazione vengono a mancare .. quindi : OBBLIGO di abbattere il digital divide con investimenti ( che potrebbero anche essere incentivi fiscali a coloro che investono e manutengono tratte e linee )atti a portare forme di connessione per comunicazione, reali abbattimenti di tariffe per la navigazione con controllo reale della concorrenza..incentivi per coloro che automatizzano procedure di prenotazione, consultazione, informazione tramite internet che invoglino ad usarla.
Linee di condotta per la creazione dei siti comunali provinciali cittadini UNIFORMI..( o almeno la parte istituzionale )il cittadino deve poter accedere al portale di MILANO o a quello di Pirlimpopoli trovando a colpo d’occhio le informazioni che servono con uniformità di documentazione.
Penso che lo Stato debba vedere la rete come una opportunità di abbattimento di costi e fare uno sforzo per rendere accessibile lo scambio dati con il cittadino in aree intranet.
Sono anche io dell’idea di cambiare l’attuale decreto Pisanu..daltronde é giornalmente disatteso..
Non credo che Internet sia Anarchia anzi alla luce della sua vastità é notevole osservare come le interazioni siano AUTOREGOLAMENTATE ciò che deve dovrebbe essere regolamentato é l’ingresso dello stato in Internet, gli scambi commerciali.. é incredibile vedere come da noi ci siano leggi e balzelli punitivi per la nostra economia interna( penso al balzello sui supporti informatici) che vengono bypassati da acquisti fatti nel paese vicino al nostro.
Internet é solo un mezzo, quello si fà con esso può essere illegale ma per quello ci sono già leggi quindi alla fine l’urgenza é renderla disponibile, uniformare e regolare l’accesso alla pubblica cosa statale…
Bella idea. Ho messo tra le cose da fare nel fine settimana leggere i contributi arrivati e spedire il mio piccolo contributo, scusatemi se non sarà troppo originale.
Ripeto bella idea e bello il tema.
In fondo questa cosa qui la trovo abbastanza utile, i politici hanno l’occasione per sentire il polso degli utilizzatori di internet (piuttosto arrabbiati a quanto mi pare di vedere, attento Brunetta si rischia di perdere voti !)e possono rendersi conto di quanto sia assurda e IMPOSSIBILE tecnicamente la loro pretesa di creare una governance di internet.
Anzi inviterei gli utenti a descrivere le tecnologie che esistono e si possono utilizzare per bypassare qualunque tipo di controllo così la chudiamo qui.
E’ bello vedere che siamo sempre i soliti
…
Manca Catepol….
Rocco Rattazzi wrote:
>Mi sembra infatti che in questi giorni siano online molte persone interessate a internet e alle problematiche di una sua governance. Se ognuna di queste stesse persone impegnasse tre minuti del proprio tempo a scrivere una mail con proposte concrete, sarebbe un risultato eccezionale, in primo luogo per gli utenti!
Il ministro Brunetta ha precisato che il codice Azuni non prelude a nessuna legge, ma serve a descrivere lo stato dell’arte e costruire una base di best practice.<
Govrenance?
Stato dell'arte?
Base di Best Practice?
Ma usare una lingua chiara e comprensibile a tutti no, eh?
Ho come l'impressione dhe tutta l'operazione non sia altro che un gran polverone dietro al qual nascondersi per fare porcate tipo il comma 29 o il DL Previ-Prodi
E quando leggo interventi come quello di Rocco – tante belle parole per non dire e non proporee nulla – ne ho la conferma.
Good night and good luck
Ok sul voler usare parole comprensibili e magari italiane ma allora perche’ contestare l’utilizzo di “stato dell’arte” che e’ un’espressione italianissima e rispettabilissima nonché di uso comunissimo?
Le proposte non vanno inserite in un commentario ma nella mailing list. Ma questo vale per chi ha interesse a farle ed e’ in grado di farle. Chi vuole criticare costruttivamente dovrebbe farlo nella mailing list ma, ho controllato, e non vedo nessun contributo firmato tomasone.
Chi critica distruttivamente e’ come uno che rimane in strada a tirare sassolini sulle finestre: fa tanto rumore per nulla.
Io non tiro sassolini ne’ lancio critiche prima del tempo. Aspetto qualche settimana prima di criticare. Poi se non trovero’ proposte interessanti sparero’ anch’io a zero. Ma per ora aspetto…. criticare con pre-giudizio e’ una inutile perdita di tempo.
Io la vedo così:
http://serkillalot.wordpress.com/2010/08/06/giuristi-del-passato-e-pirati-del-futuro/
Un contributo costruttivo? Iscrivermi alla ML?
Per prendere parte a un dibattito attorno a un idea vecchia di due secoli?
Per dare ulteriore avallo a chi userà questo sito e questa iniziativa come paravento per camuffare e accreditare come democratiche e condivise decisioni che sono invece autocratiche e lobbistiche?
Aprite gli occhi
Good night and good luck
La tua posizione e’ rispettabile, ma dal momento che questa iniziativa e’ appena nata e si protrarra’ bel oltre il mese che precede l’IGF ne riparleremo piu’ avanti.
Visto che parlate di renumerazione del lavoro intellettuale, perchè non vi occupate dei precari che lavorano nelle biblioteche….un lavoro sottopagato, incerto e soprattutto, secondo il comune credo, alla portata di chiunque anche con “zero tituli” (laurea, corso qualificante ecc.)……
Due osservazioni iniziali:
- lodevole l’iniziativa di fare una consultazione “bottom-up” in rete, è forse la prima volta che un ministro di un governo di destra apre cosi’ ampiamente la porta ai cittadini
- una carognata farla in agosto, quando gran parte di quei cittadini sono (in luoghi) privi di connessione: quanti di noi si portano PC e chiavetta sotto l’ombrellone per seguire le discussioni di Brunetta?)
Detto questo, sono convinto che Internet sia uno di quei salti culturali che segnano un’epoca e come tale non possa essere regolamentato, non sia giusto e non abbia senso indirizzarlo in sentieri precostituiti e controllabili.
Faccio un semplice esempio. Per secoli la cultura ed il potere sono stati nelle mani di poche persone che parlavano una lingua il latino) sconosciuta ai piu’, al popolo, che di conseguenza era escluso da ogni informazione strategica, da ogni possibilità di riscatto e di avanzamento, di uscita dal suo stato di ignoranza perpetua. L’avvento, la diffusione e l’uso di un linguaggio unico per chi deteneva il potere e chi doveva sottostarvi, ha portato ad una presa di coscienza da parte del popolo, che lentamente si è emancipato, ha realizzato che aveva dei diritti, ha rovesciato un potere assoluto e dispotico, è nata la democrazia. Naturalmente il linguaggio ha permesso anche la nascita e lo sviluppo dei mercati, la libera iniziativa, la diffusione del benessere.
Io paragono l’avvento di internet ad una analoga rivoluzione culturale: con la Rete l’informazione è di tutti, accessibile e costruibile da tutti (almeno quelli che vi sono collegati, forse un giorno tutti), la Democrazia fa finalmente un ulteriore passo avanti e puo’ diventare veramente accessibile a tutti. E, in perfetta analogia, come non vi sono parole che ciascuno non possa usare o pensare, non capisco perchè ci debbano essere regole che limitano l’uso della rete a qualcuno o per certi scopi: la Rete è un ulteriore passo avanti nella realizzazione delle persone, nell’espressione della loro libertà. Naturalmente, esistono delle leggi che regolano la convivenza umana: non uccidere (con tutti i corollari), non rubare, non calunniare e via discorrendo. queste leggi valgono anche per le azioni compiute attraverso la rete, quindi non posso dire “ladro” a uno se non lo dimostro, non posso rubare attraverso la rete cio’ che non mi appartiene, non posso usare la rete per compiere atti che danneggiano altre persone indifese o svantaggiate, … insomma, mi sembra che sia gia’ tutto previsto nelle leggi che già ci sono.
Scusate la lungaggine, avrei ancora un sacco di considerazioni da fare, ma le rimando ad u altro intervento.
Ciao e razie
Io lo vedo oggi 4 agosto 2010. 30 giorni in pieno agosto per partecipare ? È gradito poi sapere chi ha scritto il testo e dove è il testo (con ipad non si vede) beta di cui si parla.
Dai tempi di fidonet (oltre quindici anni) raccolgo orientamenti, leggi, sentenze, novità, dizionario: pensate si possa collaborare in 30 giorni ?
Buon lavoro,
Dott. Spataro Valentino
Bè, si potrebbe almeno provare, di certo non serve a niente lamentarsi e basta.
giù le mani da internet
con l’ipad è già tanto che vedi il sito
in realtà una buona parte del lavoro l’ho fatto con l’iPad, dato che ero in un posto dove non c’erano computer e la visualizzazione mi sembrava molto buona, mi dici per favore i problemi che hai avuto con iPad così vedo come risolverli?
Ciao wolly, ottimo lavoro il tuo. Sto cercando di scaricare il codice per leggeremelo comodamente, o almeno una pagina comleta di tutto, magari con un link nella colonna di destra, invece vedo tante presentazione ma non ho trovato il testo completo. La connessione lenta mobile dal mare fa desistere facilmente, ho visto altri commentare il testo, ma un link diretto ede evidente ssarebbe utile. Ciao e grazie del tuo lavoro
Al momento non è previsto il documento in PDF da scaricare però è un ottimo suggerimento che passo subito a chi di dovere.
Il documento è comunque fedelmente riportato per intero qui su azunicode.
Ciao
W.
Grazie ancora wolly per l’aiuto. Credo di avere capito che i vari post con introduzione e domande (che leggo anche con ipad) sono l’attuale contenuto del codice. Mi aspettavo qualcosa di diverso, un testo già con una qualche struttura, o un forum come dice Stefano.
Non posso che augurare che con il contributo tuo e di altri che conosco si arrivi a qualcosa di più sostanzioso, ringraziando chi comunque si è fatto in quattro per aprire alla rete. Ma è come dire: scriviamo le istituzioni di Gaio in 30 giorni. Devo sperare e vado a contrribuire.
Il primo problema è che dall’elenco delle questioni da affrontare manca una delle più importanti: il superamento del digital divide.
In un paese:
- dove la banda larga non raggiunge molte località
- nel quale la diffusione della cultura informatica (a partire dalla classe dirigente) soffre di un ritardo ventennale
- secondo i dati ITU ultimo nella diffusione della rete broadband tra le prime 30 economie del mondo,
la prima questione da affrontare è quella della diffusione della cultura della rete (a partire dalle scuole e dalla PA) e della rimozione degli ostacoli di connettività (xDSL) e normativi (v. legge “Pisanu”) che impediscono al nostro paese di raggiungere i livelli medi di utilizzo europei.
Quoto totalmente.
)
E’ il primo dei grandi problemi, quello che ci porta ad essere fanalino di coda in europa. Un diritto sancito dalla Comunità Europea quale l’accesso alla rete nelle mani di poche subdole entità fiscali che tentano di lucrare su ogni cosa senza alcun controllo reale (authority?
Hanno in mano le infrastrutture (obsolete e tenute al minimo rendimento possibile per garantire l’afflusso di denaro), bloccano la possibilità di chi non ha sufficiente esperienza con i mezzi tramite una totale mancanza di trasparenza e un servizio totalmente assente o scadente e sono parte stessa delle maggiori truffe a scapito degli internauti italiani (dialer? servizi a pagamento coatto per download di materiale inutile mascherati in ogni modo per essere ingannevoli? Quando provi a venire a capo di uno di questi casi finisci sempre per arrivare ad una co-propietà o una subordinata delle solite note…).
Nel 2010 l’accesso alla rete dovrebbe essere semplice come accendere la tv…non una lotta alla sopravvivenza basata sul fatto di avere l’amico smanettone…
Concordo , in Italia è quasi impossibile fare dei discorsi seri sui servizi internet se prima non si da la possibilità alla base (formazione e strumenti di accesso) di fruire della rete stessa.
Il problema sempre in Italia , leggi , proposte, codici tutti teoricamente utili ma praticamente inattuabili.
La PEC sarebbe una grande cosa in un altro Paese in Italia è solo un intralcio e un costo.
like
Il problema del digital-divide è strettamente legato ai tentativi di stringere le maglie. Penso che internet possa essere uno degli strumenti in più per poter non solo esprimere la propria opinione ma anche di costruirsela.
Mi pare che la rete funzioni piu’ che bene senza bisogno di alcun intervento, che non potrebbe essere che peggiorativo del funzionamento della rete stessa.
Però anche la non regolamentazione va regolamentata, altrimenti ogni mese qualcuno potrebbe pensare di regolamentare qualcosa. Non so se mi sono spiegato
Così descritta, l’iniziativa sembra partire con il piede giusto.
Una prima osservazione riguarda proprio il dibattito, dichiaratamente aperto “da oggi (e per un mese)”. L’auspicio è proprio quello di non vedere chiuse, tra un mese, le porte di questo dibattito. Proprio perché ci troviamo in un mese in cui l’attenzione degli utenti italiani viene meno per via delle vacanze estive, sarebbe forse stato opportuno non porre come limite temporale un orizzonte così vicino (e prossimo all’Internet Governance Forum di metà settembre). Al massimo considererei delle tappe, degli appuntamenti (come appunto l’IGF), ai quali presentarsi con contributi costruttivi e linee guida.
Per conto mio, al giorno d’oggi, una governance di Internet non può più escludere o ignorare l’utilità di un approccio focalizzato sui principi della net neutrality (richiamati qui: http://www.nnsquad.it/neutralita.php) che – pe r fare due esempi – negli USA rientrano come obiettivi primari dell’attività della FCC e persino il Cile ha riconosciuto nella propria legislazione.
Sull’argomento ho già proposto qualche riflessione in questo post: http://biagiocarrano.blogspot.com/2010/07/diffamazione-via-web-quando-il-blog-non.html
Il sito e’ stato fatto agratis da Wolly. Si poteva fare qualcosa di perfetto testando su ogni piattaforma, con ogni browser, ma non sarebbe stato possibile farlo senza un budget…
BTW, per iPad suggerisco il browser Atomic Web Browser. un alrto pianeta rispetto a safari.
Buon consiglio, ma io lo leggo partendo da twitterrific, ora provo. So che è wolly l’ha fatto gratis, e so che è bravo. Ma qualcuno dà ad un imbranato come me un link che non sia una introduzione senza il link al testo, ma il testo completo ?
in più di uno abbiamo suggerito di farlo. sperem. vorrei aggiungere che nessuno di coloro i quali parteciano al tavolo di lavoro 20 persone, sono retribuite per questa partecipazione, non il cnr che ha messo su server e mailing list, wolly che ha fatto il sito ed io che mi sono offerto per moderare commenti durante il mese di agosto per limitare il turpiloquio
su azunicode.it viene chiesto di mandare suggerimenti, opinioni e indicazioni di quali problemi si sentono e di quali opportunita’ si vedono.
un paio di esempi ricorrenti: dire che i dati delle amministrazioni pubbliche (cartografia, mappe, ecc) devono essere pubblicati gratuitamente su internet. dire che i dati sanitari delle persone sono di loro proprieta’ e devono essere accessibili via rete
tutto qui.
l’obiettivo e’ conoscere i temi di interesse per poi fare una recensione di come sono o non sono regolamentati nel mondo.
costituire una raccolta che possa servire di riferimento a chi intende proppore norme che toccano la rete. Ovvero che il parlamentare che verra’ eletto alle prossime elezioni e, come suo diritto, potra’ presentare una norma, possa in un colpo solo sapere cio’ che accade nel mondo. (come dire, dare strumenti per informarsi prima di fare proposte).
Certo, il tempo e’ poco, ma questa prima fase serve per avere solo delle idee e rodare metodi e strumenti. ci saranno altre iterazioni pubbliche.
Le mail vanno mandate a rfc@azunicode.it e bastano cose semplici tipo “liberalizzare il modding delle console” o “garantire la neutralita’ della rete” o “pubblicare i dati pubblici”…
Keep it simple…
@Stefano: per quello bastava un sondaggio a risposta chiusa
vero, ma rischiavano do perdersi qualche buona idea..
Stefano, dai tempi di fidonet Cammarata e Monti prima ed io dal 1992 raccogliamo leggi, sentenze, contratti, prassi, novità e commenti, e sono online.
Si può partecipare in 30 giorni ? Per dire cose che su punto informatico vengono ddette ogni giorno ? E senza sapere per quale fine verranno usate le informazioni, magari per mettere altri vincoli come è stato fatto fino adoggi ?
Ci sono persone motivate a fini positivi come mellica e altri, ma se niziamo ad aprire per 30 giorni in agosto, scusate, ma google ha fatto bene a segnalare via twitter l’iniziativa chiedendo cosa ne pensiamo, invece che entrare nel merito.
io spero proprio che dopo i 30 giorni si vada avanti come detto nell’ultima riunoine, questo e’ il primo saluto di una conversazione che deve durare mesi (io spererei che i commensali non si mandino a quel paese).
Sono d’accordo che i temi si trovano trattati tutti i giorni su giornali e archivi di specialisti, ma questo vale per tutti gli argomenti su cui viene fatta una consultazione pubblica, no ?
Cioe’ l’idea che sta dietro questo sito e’ quello di tenerlo aperto per 30 giorni per avere suggerimenti da chi la rete la usa, giusto? Per fare questo il Ministro ha:
1 – dato 30 giorni di tempo dal 4 agosto al 4 settembre.
2 – creato un sistema col quale nessuno puo’ vedere cosa suggerisce l’altro.
3 – ci si basa su idee di fondo, senza nessun riscontro con quello che adesso le leggi prevedono e come si vogliono modificare.
4 – non c’é alcuna possibilita’ di feedback, dopo 30 giorni, dato che tutto va via mail, potete decidere quello che volete dicendo che tutti erano d’accordo.
Tutto questo e’ abbastanza ridicolo. Comunque, copio e incollo qui i suggerimenti/auspici che ho proposto nella mail che vi ho mandato (e chissa’ se mai leggerete):
1 – abolizione di tutti i reati legati allo scambio di materiale in formato digitale via P2P che sia video, audio o altro
2 – totale cancellazione del Copyright per le opere che vengono immesse in rete
3 – abbolire i costi legati ad Internet, renderlo, di fatto, accessibile a tutti
4 – abolire qualsiasi possibilita’ di multe o ritorsioni legali per le notizie che vengono diffuse via Internet
Saluti e baci
Questa è la pagina dove puoi vedere tutte le mail che vengono spedite: http://mail.azunicode.it/pipermail/rfc/ e qui trovi tutte le istruzioni per discutere: http://www.azunicode.it/discussioni-e-contributi/
Buongiorno, il contesto è un pelo differente, Napoleone poteva permettersi di fare un codice del genere perchè era padrone dell’Europa. Le condizioni dell’Italia moderna mi sembrano “diverse”. La data di presentazione di un documento del genere è quantomeno sospetta. Invece di spendere i soldi per il digitale terrestre dovevate creare una rete moderna.
Allora mischiamo tutto, anche l’Open Data. Mi sembrano idee davvero chiarissime da queste parti. E vabbè!
La filosofia del web 2.0, spostando il focus informativo sull’utente anzichè sul web master ha avuto come effetto l’aumento esponenziale del contenuto informativo.
Sarebbe in pratica come avere un grande continente del quale non si ha una mappa precisa. Il web 3.0 con un aspetto che è il web semantico dovrebbe risolvere questo problema con un insieme di tecnologie che ci aiutano a formalizzare accesso a risorse, ontologie ecc…
E’ chiaro che se si parla di “orientarsi nei mari di internet”, di navigazione sicura..quanto meno devo avere una mappa semantica. Come AzuniCode si prefigge di supportare questo processo ?