"LA CINA si candida a diventare il Dragone Verde, vuole vincere la corsa mondiale verso un'economia low-carbon, a bassa emissione di Co2". Non è propaganda del regime di Pechino. L'affermazione, fatta alla vigilia della Giornata mondiale dell'Ambiente dell'Onu che si celebra oggi, è di Steve Howard che dirige il Climate Group, importante ong ambientalista americana. Howard indica la chiave di questa conversione: "I dirigenti cinesi si sono convinti che questa è la nuova ricetta del profitto". Via via che si svelano i contenuti della maximanovra di investimenti pubblici varati dalla Repubblica Popolare per rilanciare la crescita, ecco che cosa si scopre: su 586 miliardi di dollari di spesa pubblica aggiuntiva, ben 220 miliardi (il 40%) va a finanziare l'industria verde, dal risparmio energetico alle fonti rinnovabili, dall'auto elettrica al motore ibrido. L'Amministrazione Obama rincorre la lepre cinese: sui 787 miliardi di dollari di manovra di rilancio della crescita, Washington ne stanzia una quota inferiore ma comunque importante (112 miliardi) per l'ambiente.