Quando Fabio Chiusi mi ha segnalato la cosa, non ci volevo credere.
Le dichiarazioni rese - attraverso il suo blog! - dall’On. Ciccanti sono, a dir poco, sconcertanti.
Lascio ad altri occuparsi del profilo politico della questione, limitandomi a segnalare che un deputato dell’opposizione che ha della libertà di informazione in Rete una visione più restrittiva di quella dell’attuale maggioranza di Governo la dice lunga sulla confusione che regna negli opposti schieramenti.
Come, giustamente, ricorda Fabio Chiusi, d’altro canto, l’On. Ciccanti appartiene allo stesso partito nel quale milita anche il Sen. D’Alia, che, a suo tempo, minacciò addirittura di chiudere la Rete con il Suo famigerato emendamento.
Il punto che, in questa sede, tuttavia, mi interessa è un altro.
L’On. Ciccanti parlata di questioni che, evidentemente, non conosce né sotto il profilo tecnico né sotto quello giuridico e, questo, è un fatto preoccupante per non dire allarmante.
Perché non sapendo un Deputato italiano è istintivamente portato a sostenere una posizione - peraltro palesemente impopolare - contro la libertà di informazione in Rete piuttosto che a suo favore?
I bravi giornalisti - ed io non sono certamente tra questi - si chiedono sempre il perché di certe dichiarazioni e provano a contestualizzarle. In questo caso - come anche in molti altri - io non ne sono capace.
Mi limito però a segnalare all’On. Ciccanti - all’unico fine di testare la Sua “buona fede” e consentirgli di ritornare su suoi passi - due circostanze che, forse, gli sono sfuggite o sono sfuggite ai suoi consulenti:
(a) l’istituto della rettifica di cui all’art. 8 della Legge sulla stampa non ha niente a che vedere con la responsabilità penale (ed a ben vedere neppure civile) di chi fa informazione per mestiere o per diletto con l’ovvia conseguenza che il suo intervento, sotto il profilo squisitamente giuridico, è completamente fuori tema: la blogosfera non sta chiedendo nessuna IMMUNITA’ rispetto ad eventuali abusi della libertà di informazione ma, più semplicemente, sta domandando di non ritrovarsi imbrigliata in oneri burocratico-amministrativi, termini e sanzioni immaginati per i soli professionisti dell’informazione nel 1948 quando la Rete non esisteva neppure nella fantasia degli scrittori di fantascienza;
(b) suggerisco all’On. Ciccanti la lettura dell’art. 21 della nostra costituzione. Vi troverà quella che per Lui risulterà una sconcertante scoperta: i padri della Costituzione hanno - con straordinaria lungimiranza - distinto già a livello costituzionale la disciplina dell’informazione professionistica da quella relativa al semplice - ma non meno importante - esercizio della libertà di informazione da parte di ogni cittadino. La prima disciplina contiene straordinarie garanzie per la stampa, la radio e la TV e, correlativamente, impone ai professionisti dell’informazione maggiori oneri e responsabilità.
Nulla di tutto ciò è, invece, previsto per il cittadino - non professionista dell’informazione - che decida di condividere le proprie idee ed opinioni esercitando la libertà di cui all’art. 21 della Costituzione.
Tanto per dirne una, la Costituzione vieta il sequestro anche di un solo numero di un giornale mentre, come raccontano le cronache dei giorni scorsi, un intero blog può essere sequestrato addirittura in via preventiva ed il blogger ridotto in uno stato di privazione assoluta della libertà di informare a mezzo blog.
Sono convinto che l’On. Ciccanti e/o i suoi consulenti siano caduti nell’equivoco - peraltro frequente ed indotto dal Palazzo - di confondere la Rete con un grande giornale e con una grande TV e di pensare che tutta l’informazione online sia, per questo, assimilabile a quella prodotta da editori e giornalisti.
Se così fosse, ammettere l’errore, varrà a risolvere il problema.
Se così non fosse, avremmo trovato un nuovo “ammazzablog” singolarmente posizionato nello stesso emiciclo del Sen. D’Alia ancorché in un altro ramo del Parlamento.
A quel punto, sostituirò il “?” nel titolo con un “!”, facendo venir meno il beneficio del dubbio, sin qui accordato all’On. Ciccanti.


