Condivisione di buoni prodotti della Rete.
Contributed by Mauro Magnani
Le nuove tribù promuovono nuove infrastrutture di accesso alla Rete. L'innovazione la promuovono i Cittadini; siamo noi quelli che stiamo aspettando.
Ho assistito oggi al ricco evento con cui Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici ed Economia Reale hanno presentato il Primo rapporto sul sistema della fiscalità del settore servizi innovativi e tecnologici. Il rapporto è il frutto di un lavoro meritorio, che punta certamente a rappresentare le esigenze di un settore significativo della nostra economia, ma suggerisce allo stesso tempo dei ragionamenti di più largo respiro sul rapporto tra prelievo tributario, da un lato, ed innovazione e crescita economica, dall’altro.
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Fisco ed innovazione
A questo proposito, mi piace appuntare per i lettori di Chicago Blog la riflessione introduttiva di Pietro Guindani - supervisore del rapporto -, dedicata agli «otto principi del fisco che vorremmo»:
1) il fisco non può essere socio di maggioranza;
2) il fisco non può penalizzare l’innovazione;
3) il fisco deve incoraggiare l’accumulazione di capitale, a cominciare da quello immateriale;
4) il fisco deve sostenere il superamento della crisi economica;
5) il fisco non deve distorcere la concorrenza;
6) il fisco deve incentivare la digitalizzazione;
7) il fisco dev’essere semplice ed equo;
8) il fisco dev’essere prevedibile.Mi pare si possa convenire sul fatto che l’accoglimento di tali prescrizioni - peraltro felicemente assonanti con gli otto principi della moralità interna del diritto di Lon Fuller - rappresenterebbe una felice opzione di civiltà tributaria e, di per sé, un’innovazione considerevole.