Condivisione di buoni prodotti della Rete.
Contributed by Mauro Magnani
Le nuove tribù promuovono nuove infrastrutture di accesso alla Rete. L'innovazione la promuovono i Cittadini; siamo noi quelli che stiamo aspettando.
Grazie all'incalzare dell'attualità internazionale, come l'ultima vicenda relativa alle elezioni in Iran, il livello di consapevolezza del giornalista italiano, su strumenti potenti quanto nuovi come Twitter, sta facendo passi da gigante, pur nell'arretratezza che contraddistingue il nostro paese sotto questo punto di vista.Ne ho avuto prova oggi al dibattito su "Le nuove frontiere dell'informazione", promossa da Current e moderato dal sottoscritto. Ho cominciato chiedendo subito chi conosceva Twitter e chi ne aveva mai usato la funzione di ricerca. Nel primo caso ci son state più mani alzate del previsto, forse quasi la metà, e nel secondo caso solo alcune.Internet, il Web 2.0, blog e Twitter sono stati tirati in ballo come fonte da ascoltare, filtrare, verificare e rilanciare, così come le fonti ufficiali e non ufficiali con le quali i giornalisti sono abituati da sempre a fare i conti.Un livello di discussione probabilmente non rappresentativo del sentire medio della stampa italiana, ma voglio essere ottimista, considerando che Twitter è stato tirato in ballo anche da un editoriale non firmato sul Sole 24 Ore non più tardi di due giorni fa, a dimostrare come stia facendosi largo anche nelle redazioni dei giornali. Pochi certamente sono quelli che ne hanno compreso fino in fondo il funzionamento e la portata, visto che pochi lo usano oggi.Mi è piaciuto notare che il dibattito di questa mattina si inserisce in un dibattito internazionale, come l'intervista di Al Jazeera International che ripropongo a seguire, e che gli stessi temi saranno l'oggetto del mio prossimo pezzo per Nova della prossima settimana.