Condivisione di buoni prodotti della Rete.
Contributed by Mauro Magnani
Le nuove tribù promuovono nuove infrastrutture di accesso alla Rete. L'innovazione la promuovono i Cittadini; siamo noi quelli che stiamo aspettando.
Purtroppo devo essere antipatico e far notare che fino ad oggi si sono scritti fiumi di caratteri alfanumerici a proposito di cosa è o non è Facebook in Italia. Con la ricerca DiarioAperto 2009, a Swg abbiamo provato a capirci qualcosa anche noi, ma sulla base di dati. Questi dati stanno emergendo da un questionario di circa 70 domande, a cui hanno risposto 1270 persone che usano i siti di social networking in Italia.
Stiamo solo iniziando a lavorare all’interpretazione dei dati. Ma l’Ansa ci ha strappato un’anticipazione e allora ecco dei primi pezzettini di ricerca che salgono a galla, per quanto riguarda il rapporto di chi sta dentro Facebook e la politica in Italia.
Sull’utilizzo di Facebook & co. durante le elezioni europee 2009:
Il 69% degli interpellati ha dichiarato che gli è accaduto ‘molto’ o ‘abbastanza’ spesso di aver scoperto gli interessi e le opinioni politiche dei propri amici tramite i siti di social networking. Il 59% degli intervistati sostiene di aver utilizzato ‘molto’ o ‘abbastanza’ questi siti per organizzarsi con gli altri per un evento o per il sostegno a una causa.
Sulla fiducia che questi cittadini hanno nei confronti della politica istituzionale:
L’86,7% dei rispondenti, inoltre, dichiara di essere ‘poco’ o ‘per niente’ favorevole a una legge che aumenti il controllo e la censura da parte del Governo verso i contenuti prodotti dagli utenti dei social network. Il 29,1% ha fiducia nel Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi (somma delle risposte ‘molta’ più ‘abbastanza fiducia’). Il 16,3% ha fiducia nel leader dell’opposizione, Dario Franceschini. Il 28,2% dice di aver fiducia nel Parlamento. Il 59,8% sostiene di aver fiducia nelle forze dell’ordine.
Su identità regionale e federalismo:
Gli utenti dei social network in Italia, prima di tutto, si sentono legati alla loro identità locale/territoriale (35,7%), quindi alla loro identità italiana (32,3%) e poi a quella europea (21,5%). D’altronde, il 40,6% degli utilizzatori dei siti di rete sociale dichiara di utilizzare frequentemente la parlata della propria zona d’origine, per parlare, leggere o scrivere (il dato sale a 56,8% nelle isole e al 47,9% nel Nord-Est).
Il 61,2% si dice a favore di un decentramento dei poteri dello Stato verso le Regioni e il 55,3% è favorevole al federalismo fiscale, quando questo preveda che gran parte della ricchezza ‘rimanga nella regione che la produce’.
Su Bora.La ho già scritto dei punti di forza e limiti di questa ricerca:
Il valore della nostra ricerca sta nell’essere la prima indagine con un campione significativo condotta a livello nazionale in Italia per quanto riguarda i siti di social networking. Un limite sta nel fatto che il campione si è autoselezionato: i rispondenti sono arrivati sul nostro questionario tramite la pubblicità prodotta da Swg e da altri partner della ricerca ovvero Regione Veneto, Studenti.it, Nova, Sole-24 Ore, Università di Tor Vergata, Fondazione Campagna Amica. Si noti che, per ovviare al limite del campione auto-selezionato, abbiamo introdotto delle ponderazioni. Queste hanno avuto l’obbiettivo di ricondurre, per quanto possibile, i valori di alcuni indici sociodemografici nel campione a quanto si conosce, da dati ufficiali, sull’universo degli utilizzatori di Facebook e di internet in genere in Italia.