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Contributed by Mauro Magnani
Le nuove tribù promuovono nuove infrastrutture di accesso alla Rete. L'innovazione la promuovono i Cittadini; siamo noi quelli che stiamo aspettando.
Colpo di scena sul fronte della legge varata in Francia per combattere la pirateria su Internet. Oggi il Consiglio costituzionale ha bocciato il testo, già al centro di vivaci polemiche.
L'organismo, il cui intervento era stato richiesto da un gruppo di deputati socialisti, all'opposizione, ha emesso un parere, che renderà inapplicabile una parte fondamentale della legge, approvata in maniera definitiva lo scorso 13 maggio. Questa prevede la creazione di un'autorità pubblica (Hadopi), che si metterà a caccia degli internauti disonesti, quelli che scaricano illegalmente dalla Rete musica, film e video. Secondo la legge, in questo senso la più severa a livello mondiale, una commissione specifica dell'Hadopi deve inviare due mail di avvertimento nel caso di un download illegale (dopo la seconda mail è prevista anche una lettera raccomandata per lo stesso contenuto scaricato). Se tutti questi strumenti si rivelano efficaci, è previsto che la commisione dell'Hadopi proceda a tagliare la connessione Internet fino a una durata massima di un anno.
Oggi, pero', il Consiglio costituzionale, facendo appello ai principi di libertà di espressione e di comunicazione espressi nella Dichiarazione dei diritti dell'uomo, ha reso noto che considera la possibilità di interrompere l'abbonamento a Internet anticostituzionale, contraria a un diritto fondamentale come è diventato potersi collegare alla Rete. In sostanza il Consiglio ha reso inapplicabili gli articoli 5 e 11 della legge, limitando il ruolo dell'Hadopi all'avvertimento, senza la possibilità di sanzionare. Viene contestato soprattutto il fatto che a decidere il taglio della connessione sia un'autorità amministrativa e non giudiziaria.