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    Iran nel caos, scontri dopo il voto Mussavi chiede annullamento elezioni 

    Ahmadinejad: nessun broglio, le proteste non sono importanti
    Usa: dubbi. Bbc: arrestati un centinaio di riformisti

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    Proteste e scontri a Teheran (foto Vahid Salemi - Ap)
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    TEHERAN (14 giugno) - Lo sconfitto candidato moderato alle presidenziali iraniane, Mir Hossein Missavi, ha chiesto formalmente l'annullamento delle elezioni. Nel Paese proteste e caos dopo il voto di venerdì scorso e la contestata vittoria dell'ultraconservatore Mahmud Ahmadinejad.

    La richiesta. «Oggi ho presentato ufficialmente la mia richiesta al Consiglio dei Guardiani di annullare il risultato del voto», afferma in un comunicato Mussavi, chiedendo allo stesso tempo ai suoi sostenitori di «continuare le proteste a livello nazionale in modo pacifico e legale». Ieri la richiesta di annullamento era stata avanzata in un comunicato anche dall'Associazione del clero combattente, un'organizzazione che riunisce le personalità religiose moderate e riformiste e di cui fa parte l'ex presidente riformista Mohammad Khatami. Quest'ultimo è stato fra i principali sostenitori della candidatura di Mussavi.

    Mussavi è «praticamente agli arresti domiciliari», perché gli è impedito di avere contatti con attivisti politic ha detto oggi all'agenzia Ansa Rajab Ali Mazrui, dirigente del principale raggruppamento riformista, il Mosharekat, con cui ieri lo stesso Mussavi avrebbe dovuto avere una riunione poi cancellata. Ma la polizia ha smentito la notizia.

    Scontri con le forze dell'ordine e arresti. Anche oggi scontri in piazza, a Teheran, con banche e uffici pubblici in fiamme. La polizia ha detto che sono state arrestate 160 persone, tra questi dieci dirigenti riformisti. Le autorità di Teheran hanno anche ordinato la chiusura per sette giorni della tv Al Arabiya che ieri ha dato notizia di tre morti durante li scontri. Tre dirigenti del movimento riformista iraniano arrestati ieri sono stati poi rilasciati stamani. Tra questi, l'ex vice presidente del Parlamento Mohammad Reza Khatami, fratello dell'ex presidente Mohammad Khatami. La Bbc ha riferito che sono stati arrestati un centinaio di esponenti riformisti.

    Ahmadinejad: elezioni corrette, proteste non importanti. Le proteste di chi ha messo in dubbio la correttezza delle elezioni in Iran «non sono importanti» e «non provocheranno alcun problema» ha detto il presidente rieletto Ahmadinejad. «In Iran - ha aggiunto - c'è assoluta libertà e le elezioni sono state pienamente corrette».Elezioni definite «esempio di democrazia». L'Iran, ha continuato il presidente, «è una nazione coraggiosa» e «non si farà intimidire dalle minacce». «Il pubblico iraniano odia le bugie e l'ingiustizia e resiste alla guerra psicologica dei media», ha proseguito il presidente, accusando i media occidentali di «fabbricare le notizie» nell'ambito della loro propaganda anti iraniana.

    Nessuna modifica al programma nucleare. La questione del programma nucleare dell'Iran «appartiene al passato» ha detto Ahmadinejad facendo capire che non muterà la posizione della Repubblica islamica, che non intende rinunciare all'arricchimento dell'uranio.

    Per quanto riguarda il possibile dialogo con gli Usa Ahmadinejad, che in passato si è dichiarato favorevole a patto che esso avvenga nel «rispetto reciproco» e sulla base di un «cambiamento sostanziale» delle politiche americane, ha ribadito di volere sfidare lo stessoObama in un «pubblico dibattito» alle Nazioni Unite sulle «radici dei problemi» del mondo.

    Due reporter olandesi arrestati ed espulsi. Un giornalista e un cameramen della televisione pubblica olandese Nederland 2, a Teheran per seguire le elezioni presidenziali, sono stati arrestati dalla polizia iraniana mentre stavano girando alcune riprese. Lo ha reso noto la stessa emittente televisiva, spiegando che ai due colleghi è stato intimato di abbandonare immediatamente il Paese. Al momento dell'arresto - riporta un comunicato di Nederland 2 - i reporter stavano filmando la sede del quartier generale di Mir Hossein Mussavi, principale sfidante del presidente uscente Mahmud Ahmaninejad. «Sono stati spinti contro un muro e i loro filmati sono stati sequestrati», raccontano a Nederland 2, aggiungendo che gli agenti hanno ritirato ai due giornalisti il permesso di girare riprese.

    Proteste anche in altre città. Si estendono ad altre città le proteste contro l'annuncio della vittoria del presidente uscente. Lo riferisce oggi il Guardian nella sue edizione online. Secondo gli inviati del quotidiano britannico in Iran, sostenitori di Mussavi, sono scesi in piazza ieri sera a Tabriz e Orumieh, nell'Azerbaigian iraniano (ad ovest del Paese), a Hamadan, nell'ovest, a Rasht, nel nord, ad Ahvaz, vicino al confine con l'Iraq e a Isfahan (Iran centrale). A Isfahan, la polizia arrestato alcuni studenti dell'Università Sanati che avevano dato alle fiamme attrezzature e mobili nell'ateneo.

    Bbc: interfenze da Iran sul nostro satellite.
    Un'interferenza proveniente dall'Iran sta creando difficoltà alla diffusione dei servizi radio e tv della Bbc in Iran, medio Oriente ed Europa. Lo riferisce il sito dell'emittente britannica, spiegando che l'interferenza ha colpito uno dei satelliti utilizzati per diffondere il suo notiziario in lingua persiana in Iran. Secondo il sito, le interferenze sono iniziate venerdì, ma quella attuale è la più forte finora avvenuta. La vicenda sembra inquadrarsi nell'ambito del comportamento delle autorità iraniane teso a limitare la diffusione di notizie su quanto è accaduto dopo il voto, nota la Bbc. A Teheran, il corrispondnete della Bbc John Simpson e il suo cameramen sono stati brevemente arrestati dopo aver effettuato alcune riprese.

    Usa: dubbi su correttezza voto. Il vicepresidente degli Stati Uniti Joe Biden ha espresso subbi sulla correttezza delle elezioni, aggiungendo che occorrerà un po' di tempo prima di capire se il voto è stato libero e corretto come sostengono le autorità di Teheran. Biden ha parlato dell'Iran durante il talk show domenicale della Nbc, 'Meet the Press', precisando che la linea di Washington comunque non cambia. Gli obiettivi rimangono gli stessi: impedire che l'Iran possa dotarsi dell'arma nucleare ed evitare che appoggi il terrorismo internazionale.
    Una sconfitta di Ahmadinejad avrebbe indubbiamente rappresentato una vittoria per Obama dopo il suo discorso di apertura al Cairo. Accettare troppo facilmente la vittoria del presidente uscente, rilanciando immediatamente il dialogo, potrebbe mettere Obama in difficoltà rispetto ai suoi alleati occidentali. Ecco perchè a Washington si continua ad insistere sulla volontà di cambiamento espressa soprattutto dai giovani iraniani, che sono la maggioranza, e sul «vigoroso dibattito» in corso.

    Invito alla chiarezza dall'Italia. Sono necessari «passi» per accertare che «l'esito del voto» nelle presidenziali iraniane «rifletta appieno» la «volontà espressa dal popolo» ha spiegato il ministro degli Esteri Franco Frattini.

    Preoccupazione dall'opposizione.
    Per il vicecapogruppo del Pd alla Camera, Marina Sereni, «la Farnesina dovrebbe agire presso le sedi internazionali e promuovere azioni adeguate a verificare la correttezza delle procedure elettorali. Piero Fassino esprime «allarme». Il radicale Matteo Mecacci chiede un'iniziativa all'interno dell'Unione europea per un'«inchiesta indipendente».

    Il G8 dei ministri degli esteri. Teheran è un partner importante per la stabilizzazione dell'Afghanistan e del Pakistan e Frattini ha ribadito anche ieri sera la «volontà» di avere al vertice l'Iran, invitato ufficialmente ai primi di giugno. Dell'intenzione italiana di rafforzare il proprio ruolo di stabilizzazione in Afghanistan parlerà anche il premier Silvio Berlusconi nell'incontro di domani con il presidente Usa Barack Obama a Washington, dove peraltro non mancano le preoccupazioni per le tensioni in Iran.

    via gazzettino.it

    • 14 June 2009
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