Condivisione di buoni prodotti della Rete.
Contributed by Mauro Magnani
Le nuove tribù promuovono nuove infrastrutture di accesso alla Rete. L'innovazione la promuovono i Cittadini; siamo noi quelli che stiamo aspettando.
La palestra del nuovo giornalista ANNA MASERA E’ possibile fare giornalismo in 140 caratteri? Sì. Questo articolo è più lungo, d’accordo, ma in 140 battute si possono comunicare tantissime cose. E sommando i vari messaggi, si raccontano grandi storie. Lo dicono non solo gli inventori di Twitter, il servizio «cinguettante» di micro-blogging su Internet che spopola negli Usa e incomincia a prendere piede anche in Europa, ma anche le scuole di giornalismo americane, che stanno utilizzando Twitter come piattaforma per raccogliere notizie, fare interviste e perché no, anche inchieste. Sul sito americano «ReadWriteWeb», una specie di palestra di scrittura giornalistica on line con sede a Portland, nell’Oregon, le notizie vengono date, elaborate e scritte grazie a Twitter, che peraltro si rivela prezioso anche per scoprire le informazioni, condurre interviste scoppiettanti, verificare la qualità del lavoro giornalistico fatto, e promuoverlo poi sul Web. Una delle caratteristiche che definiscono Twitter è la sua facilità d’uso: si va su www.twitter.com e si inserisce il messaggino nell’apposito spazio, con eventuale aggiunta di link. Di conseguenza, la gente pubblica messaggi molto più rapidamente lì che sul proprio blog. Per questo, che si tratti di disastri naturali, indiscrezioni politiche, voci finanziarie, pettegolezzi mondani o novità tecnologiche, è facile scoprire le notizie prima su Twitter. Poi si sta rivelando una piattaforma ideale per fare interviste rapide ed efficaci, coinvolgendo il pubblico che può suggerire le domande. Alla fine, anche le risposte sono più chiare. Quando un pezzo è on line, si possono avere statistiche dettagliate su quanti lo leggono, da dove, e quanto ci si soffermano. Secondo ReadWriteWeb, se l’articolo viene pubblicizzato con un link via Twitter, è molto più letto. Fa il giro del mondo. Provare per credere.