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Contributed by Mauro Magnani
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La Scavolini di Eli e i voti del Pd
pubblicata su Facebook da Alessandro Gilioli il giorno lunedì 16 agosto 2010 alle ore 11.44
Ho visto che ieri, su Libero, Maurizio Belpietro ha lievemente sospettato dell’autenticità della testimonianza del tipo che si sarebbe licenziato per poter liberamente raccontare le spedizioni di Fini oltreconfine: lasciando capire che potrebbe anche essere una trappola, una bufala piazzata lì apposta perché – una volta sbugiardata- mandasse in vacca l’intero dossier (o inchiesta giornalistica che dir si voglia).
Boh, in questo torbidume impazzito tutto è possibile, per carità, ma credo che abbia ragione Paolo Guzzanti quando dice e ripete che la perifericità dell’Italia oggi nel panorama mondiale è tale che difficilmente all’estero si organizzano complotti su di noi. Mentre piuttosto robuste, diciamo, paiono le manovre tutte nostrane.
Comunque, bufala o no, a me in tutta questa vicenda al momento paiono chiare tre cosucce.
La prima è che Fini, come molti uomini di potere, ha scarsissime capacità o scarsissima volontà di liberarsi di famigli desiderosi di arricchirsi alla sua ombra: e quanto meno su questo, indipendentemente dal resto, un po’ di autocritica sarebbe opportuna, se davvero vuol puntare su legalità e correttezza come trademark del suo futuro partito.
La seconda cosuccia è che la campagna si di lui, fatta salva la buonafede dei giornalisti, fa un filo sorridere se ne guardiamo i mandanti, due editori-politici che hanno commesso tali e tanti reati da far apparire ridicola, quand’anche fosse, l’eventuale colpa di aver venduto sottoprezzo una casa del partito a un parente.
La terza sommessa riflessione è che siamo in un Paese in cui i capi del centrodestra si dilaniano accusandosi reciprocamente di ogni illegalità, buona parte delle quali certamente commesse, eppure a fronte di queste macerie fumanti il centrosinistra riesce a non pervenire e a non guadagnare manco un voto, come notava ieri Mannheimer: e forse è sopratutto di questo che dovremmo preoccuparci oggi, piuttosto che della Scavolini di Eli.