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Contributed by Mauro Magnani
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Ma le Regioni pari non sono E paga il Nord
LA MANOVRA. Il senatore del Pd ha analizzato il costo per i nostri Comuni Stradiotto: «Registriamo qui l'impatto maggiore Sono 87 euro per cittadino, contro i 65 del Centro e i 68 del Sud. Alla fine saranno solo tagli ai servizi»12/07/2010
Il senatore veneto Marco Stradiotto (Pd), ha calcolato come calerà la manovra sui Comuni venetiFederalismo dalle mille frammentazioni e dalle mille contraddizioni. È questo il quadro che emerge dallo studio condotto dal senatore veneto Marco Stradiotto. L' esponente del Partito Democratico ha fatto un lavoro certosino. Dati del Copaff (Commissione tecnica per il federalismo fiscale) alla mano, ha disaggregato la cifra relativa alle spese correnti per ciascuna regione ordinaria e speciale suddivisa per abitante, mettendo così a confronto entrate e spese delle diverse Regioni e Province autonome e i trasferimenti ai Comuni delle Regioni a statuto ordinario. La fotografia del Paese che ne risulta, quantifica la spesa delle amministrazioni e fornisce lo spunto per guardare al federalismo con lenti bifocali.
LA SPESA PIÙ BASSA. Di sicuro il Veneto ne esce bene sul fronte della spesa trasferimenti ai Comuni per abitante, la più bassa (210 euro) rispetto a quella della Basilicata, la più alta tra le regioni a statuto ordinario (335 euro). Il Veneto è anche la regione con una bassa spesa per abitante nell'ambito dell'amministrazione generale e degli organi istituzionali, appena 56,86 euro, questa volta subito sotto la Basilicata. In testa ci sono Valle d'Aosta, Bolzano e Trento. Ma quanto è la spesa corrente complessiva per abitante nelle regioni d'Italia? Secondo i dati del Pd, elaborati da Stradiotto, il Veneto per abitante spende 1.986,88 euro, ultimo nella classifica e quindi più virtuoso. E in cima chi spende di più? Ancora Valle d'Aosta, Bolzano e Trento. Le sorprese arrivano dal Sud, dove fanno bella mostra di sé per livello di spesa corrente per abitante, il Molise 3.588 euro, la Sardegna 3.096 euro e la Sicilia 3.057 euro per abitante. Se poi si vanno a sbirciare quei settori che la manovra economica potrebbe falcidiare definitivamente, in Veneto si scopre che, ad esempio, per la salute e strutture la spesa corrente per abitante è di 1.587 euro contro i 2.634 del Lazio, i 1.845 della Campania e i 2.945 del Molise. Sul versante trasporto su strada la spesa corrente per abitante è di 53,82 per la nostra regione, un'inezia rispetto ai 105,36 della Lombardia, ai 126,90 del Molise e ai 153,39 euro della Valle d'Aosta. Un capitolo a parte è quello sui trasferimenti dallo Stato centrale alle regioni. Per la sanità sono Molise (1.872 euro per abitante), Campania (512,77 euro), Liguria (661,85 euro) e Sicilia (364,33 euro) a ricevere i maggiori trasferimenti, il Veneto si accontenta di pochissimo: 35,90 euro per abitante.
FEDERALISMO? STOP A ENTRATE FACILI. Al di là delle cifre e dei numeri e dei confronti Nord e Sud, è una questione di metodo. Secondo l'indagine realizzata dal Pd, il federalismo è sicuramente un ottimo strumento: fondamentale è comunque che ogni singolo ente abbia una sua autonomia finanziaria che si traduce nell'istituzione di un tributo ben determinato che consenta di non andare alla questua di trasferimenti e compensazioni dall'amministrazione centrale. In sintesi: eliminare quelle entrate che le Amministrazioni locali incassano senza sforzo. Diminuire le aliquote dell'Irpef e dell'Irpeg e fare in modo che agli Enti locali vadano automaticamente, nei rispettivi bilanci, la tassa registro, la tassa ipotecaria, la cedolare sugli affitti. Ma non solo, il patto di stabilità che sta dissanguando molti Comuni, deve essere retto da un meccanismo improntato a un federalismo responsabile, monitorando con grande attenzione le spese per il personale, per organi istituzionali e l'indebitamento. Sembra facile.
NORD BASTONATO. E la manovra adesso va a colpire ancora di più qui. «Il Nord - spiega Stradiotto - registra l'impatto procapite più alto: 87 euro, contro i 65 euro del centro e i 68 euro del Sud. E nel Veneto, che partiva da un livello di spesa già virtuoso, i Comuni con più di 5 mila abitanti subiranno un taglio di quasi 280 milioni di euro, mediamente pari al 6.9% dell'attuale livello di spesa. Si tratta di un'incidenza pesante, che per un 27% dei Comuni veneti con più di 5 mila abitanti supererà il 10%, toccando in diversi casi livelli superiori al 25% di taglio della spesa attuale. Ne esce un quadro drammatico. «La proposta di introdurre una service tax ci vede favorevoli, sarebbe un passo verso le richieste dei Comuni. Ma un nuovo assetto non andrà a regime prima del 2012. Nel frattempo, quello che propone il Governo è solo una riduzione della spesa, che non potrà non incidere sulla tenuta dei servizi offerti dai Comuni ai cittadini. Siamo al classico "dirò, vedrò, farò". Il federalismo è un appuntamento da rinviare ogni giorno più in là. Mentre il menù del giorno, al tavolo tra enti locali e governo, prevede solo l'amaro piatto unico dei tagli alla spesa di Comuni già virtuosi».Antonella Benanzato
Stradiotto: La manovra colpirà per 87 euro ogni cittadino del Nord, contro i 65 del Centro e i 68 del Sud... Apperò!