A qualcuno di voi sarà giunta voce del fatto che gli ultimi sondaggi sulle prossime europee accreditano la Lista Bonino-Pannella di un sorprendente 3%.
Sembrerebbe un recupero prodigioso, a onor del vero, e in parte lo è: abbiamo lavorato sodo, nell'ultimo mese, senza risparmiare una briciola di energia, sottraendo tempo al nostro lavoro, alle nostre famiglie, ai soliti cazzi di tutti i giorni.
Insomma, come sul dirsi, abbiamo dato il fritto.
Ma non è tutto.
Il punto è anche (e soprattutto) un altro: dopo lo sciopero della sete di Marco Pannella, le televisioni sono state costrette a rimediare (sia pure in modo molto parziale) al deficit di democrazia che aveva cancellato i radicali dai tg, dalle trasmissioni di approfondimento, insomma, per dirla in estrema sintesi, dalla percezione degli italiani.
Ebbene, in due settimane, quelle in cui gli elettori hanno potuto perlomeno sapere che ci presentavamo alle europee, abbiamo guadagnato un paio di punti buoni.
Adesso la tentazione sarebbe quella di domandarsi quale percentuale ci attribuirebbero, oggi, se le televisioni avessero applicato uno straccio di legalità non soltanto nelle ultime due settimane; oppure quella di iniziare a rammaricarsi perché presumibilmente ci andremo vicini da morire, a quel 4%, e tuttavia non ce la faremo per un pelo.
Ma bisogna vincerle, a volte, le tentazioni, a dispetto di quello che diceva Oscar Wilde.
Così, ancora per un paio di giorni, le metto da parte, e mi concentro su quello che ritengo davvero importante, non solo per me e per gli altri militanti radicali, ma per tutto il paese: possiamo ancora farcela.
Se avete a cuore i diritti civili, la legalità, la laicità dello stato, la libertà di scelta degli individui, la lotta a tutti gli integralismi, l'antiproibizionismo; se almeno un dubbio, anche piccolo, lo avete, prendete in considerazione l'idea di darci una mano.
E di darla al paese.

