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    Moody’s taglia i voti delle banche italiane

    Se non è un allarme rosso, poco ci manca. Il sistema bancario italiano, che finora ha tenuto botta sotto i colpi della crisi finanziaria internazionale, potrebbe prima o poi subire qualche scossone. Qualche segnale di preoccupazione è arrivato ieri da una delle più importanti agenzie di rating internazionali.

    Moody’s ha messo sotto esame 21 banche e istituzioni finanziarie del nostro Paese e ha annunciato che ci potrebbe essere un declassamento nel giudizio. La manovra, come ha spiegato la stessa agenzia, è di impatto «limitato» e si tratterebbe di un passo indietro di un solo scalino rispetto ai livelli attuali.

    Ma il segnale negativo resta. E tra le banche messe sotto esame in vista di un possibile declassamento dei rating figurano anche big del settore istituti come UniCredit, Mps e Bmp. Per piazza Cordusio, Moody’s ha messo sotto esame per un eventuale taglio il rating sulla solidità finanziaria, mentre sono stati confermati con prospettiva stabile i giudizi del colosso guidato da Alessandro Profumo sui depositi a lungo termine e sul debito principale non garantito. Nessuna variazione anche per quanto riguarda i depositi a breve termine e altri giudizi sui debiti subordinati.

    IntesaSanpaolo ha sottolineato che l’agenzia ha confermato sia il rating sia l’oulook sui debiti. I dubbi su Mps Capital Services, invece, si riferiscono alla solidità finanziaria e ai depositi a lungo termine. Due fronti su cui l’agenzia potrebbe procedere a un taglio del voto.

    Più o meno stesso discorso nell’analisi sulla Banca Popolare di Milano.

    Le decisioni in merito ai rating sotto esame saranno prese «nelle prossime settimane». Henry MacNevin, vice-presidente e team leader Moody's per le banche italiane, ha spiegato che anche se «l’outlook per il sistema bancario italiano è al momento negativo, nondimeno il potenziale al ribasso per i fondamentali finanziari e i rating delle banche italiane è decisamente più ridotto rispetto a quanto è successo con altri sistemi bancari europei».

    La stangata sui rating segue di appena 24 ore alcuni timori espressi dal presidente dell’Abi, Corrado Faissola. Che mercoledì aveva segnalato le evidenti difficoltà nel comparto del credito e in particolare per quanto riguarda gli incagli.

    Il faro acceso da Moody’s, comunque, non ha azzoppato i titoli bancari sui listini. Anzi. Dopo una serie di sedute al ribasso, ieri le banche hanno guidato la riscossa di piazza Affari. In spolvero, in particolare, Unicredit (+4,58% a 1,8 euro), Banco Popolare (+3,8% a 5,16 euro) e Bpm (+3,58% a 4,3 euro). Positiva anche Intesa Sanpaolo (+1,3% a 2,3 euro). Vendite, invece, per Mps (-2,8% a 1,076 euro), Mediobanca (-1,23% a 8,4 euro) e Ubi (-0,5% a 9 euro).

    via libero-news.it

    • 19 June 2009
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