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    No Legge Bavaglio alla Rete, l’Appello « Yes, political!

    No Legge Bavaglio alla Rete, l’Appello

    Posted on luglio 23, 2010 dacubicamente

     

    La presidente della II Commissione Giustizia alla Camera, on. Giulia Bongiorno, ha respinto con la motivazione dell’inammissibilità l’emendamento Cassinelli con il quale il deputato PdL intendeva salvaguardare i bloggers e i netizen dagli effetti nefasti del comma 28 del ddl Intercettazioni che impone ai siti internet l’obbligo di rettifica equiparando i siti di informazione amatoriale ai giornali. Si tratta di un vero e proprio bavaglio alla libertà di espressione su Internet. Le opposizioni – PD, IdV, UDC – non hanno mosso un muscolo. I giornali festeggiano le modifiche ultime volute dal governo che consentono loro di continuare a fare cronaca giudiziaria senza più timori di bavagli e ritorsioni governative. I netizen sono stati lasciati soli. Allora alziamo la voce.

    Scrivi anche tu alla Vice-presidente della Commissione Europea nonché Commissaria alla Giustizia e ai Diritti Fondamentali, Viviane Reding – questo il testo da inviare:

    Title: Blog Censorship in Italy

    Mrs. Reding,
    I am writing to raise your attention to what is happening in Italy. The interception bill will land on the house of parliament on 29 July: the government and our representatives wishing to approve a rule introducing revisory adjustment for bloggers to be executed within forty-eight hours of a request or face a fine of 12,500 euros. Would be the end of netizen journalism in Italy. Please examine the measure currently under consideration by the House of Representatives and to reaffirm at the European pre-eminence of the right of every citizen to speak freely even on the internet.
    Thank you for your attention.

    For more information: http://www.camera.it/126?legislatura=16&tab=1&pdl=1415b

    L’appello contro il bavaglio ai bloggers su Facebook:  No Legge Bavaglio alla Rete.

    Firmate l’Appello sul Sito Web: http://www.valigiablu.it
    Al Presidente della Camera, On. Gianfranco Fini
    Al Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, On. Giulia Bongiorno
    Ai Capi-gruppo alla Camera dei Deputati
    A tutti i Deputati

    La decisione con la quale, lo scorso 21 luglio, il Presidente della Commissione Giustizia dellaCamera, On. Giulia Bongiorno, ha dichiarato inammissibili gli emendamenti presentati dall’On. Roberto Cassinelli (PDL) e dall’On. Roberto Zaccaria (PD) al comma 29 dell’art. 1 del c.d. ddl intercettazioni costituisce l’atto finale di uno dei più gravi – consapevole o inconsapevole che sia – attentati alla libertà di informazione in Rete sin qui consumati nel Palazzo.
    La declaratoria di inammissibilità di tali emendamenti volti a circoscrivere l’indiscriminata, illogica e liberticida estensione ai gestori di tutti i siti informatici dell’applicabilità dell’obbligo di rettifica previsto dalla vecchia legge sulla stampa, infatti, minaccia di fare della libertà di informazione online la prima vittima eccellente del ddl intercettazioni, eliminando alla radice persino la possibilità che un aspetto tanto delicato e complesso per l’informazione del futuro venga discusso in Parlamento.
    Tra i tanti primati negativi che l’Italia si avvia a conquistare, grazie al disegno di legge, sul versante della libertà di informazione, la scelta dell’On. Bongiorno rischia di aggiungerne uno ulteriore: stiamo per diventare il primo e l’unico Paese al mondo nel quale un blogger rischia più di un giornalista ma ha meno libertà.
    Esigere che un blogger proceda alla rettifica entro 48 ore dalla richiesta – esattamente come se fosse un giornalista – sotto pena di una sanzione fino a 12.500 euro, infatti,
    significa dissuaderlo dall’occuparsi di temi suscettibili di urtare la sensibilità dei poteri economici e politici.
    Si tratta di uno scenario anacronistico e scellerato perché l’informazione in Rete ha dimostrato, ovunque nel mondo, di costituire la migliore – se non l’unica – forma di
    attuazione di quell’antico ed immortale principio, sancito dall’art. 19 della dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo e del cittadino, secondo il quale “Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.”.
    Occorre scongiurare il rischio che tale scenario si produca e, dunque, reintrodurre il dibattito sul comma 29 dell’art. 1 del ddl nel corso dell’esame in Assemblea, permettendo la discussione sugli emendamenti che verranno ripresentati.
    L’accesso alla Rete, in centinaia di Paesi al mondo, si avvia a divenire un diritto fondamentale dell’uomo, non possiamo lasciare che, proprio nel nostro Paese, i cittadini
    siano costretti a rinunciarvi.

    Guido Scorza, Presidente Istituto per le politiche dell’innovazione

    Vittorio Zambardino, Scene Digitali

    Alessandro Gilioli, Piovono Rane

    Arianna Ciccone, Festival Internazionale del Giornalismo e Valigia Blu

    Filippo Rossi Direttore Ffwebmagazine e Caffeina magazine

    Stefano Corradino, Articolo 21

    Luca Conti, Pandemia

    Fabio Chiusi, Il Nichilista

    Daniele Sensi, L’AntiComunitarista

    Wil Nonleggerlo, Non leggere questo Blog!

    Francesco Piccinini, Agoravox

    Mauro Magnani, Mirano Community Network

    Giorgio Tsiotas, Valigia Blu

    Roberta Aiello, Valigia Blu

    Tommaso Tani, Valigia Blu

    Piero Filotico, Valigia Blu

    Matteo Pascoletti, Valigia Blu

    Matteo Bottecchia, Valigia Blu

    Paolo Agnelli, Valigia Blu

    Sigismondo Baldovino, Valigia Blu
    Last but not least: Davide Serafin (alias Cubicamente aka Gracco Babeuf), Yes, political!

    Scrivete a La Quadrature du Net, il movimento francese per le Libertà Digitali e la neutralità della Rete, al fine di far pervenire la nostra voce di protesta in Europa:

    Amis français
    une loi en Italie, actuellement en discussion à la Chambre des députés, de soumettre des sites Web, notamment les blogs, la loi sur la presse qui impose l’obligation de répondre dans les quarante-huit heures après réception de la demande, faute de quoi la peine de EUR 12.500. Une loi qui mettra un bâillon sur la liberté d’expression internaute italien et à porter gravement atteinte aux libertés fondamentales de l’individu.
    Les gens du Web en Italie se mobilise. Aidez-nous à faire entendre notre voix en Europe: le gouvernement Berlusconi veut censurer les blogs!

     

    via yespolitical.wordpress.com

     

    • 24 July 2010
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