A Venezia wifi gratis
Gratis per gli utenti, paga il comune... A dire il vero non sono a conoscenza di un progetto di muniwireless che abbia funzionato, raggiungendo la sostenibilita' economica. Qualcuno ne conosce qualcuna ?
Probabilmente in presenza di una infrastruttura wireless pienamente meshed, si potrebbe arrivare ad abbattere i costi di realizzazione e spalmando i costi operativi su una molteplicità di soggetti, si potrebbe anche sostenere, ma non sono a conoscenza di una siffatta rete. (oltre alla esperienza di Assisi)
Con questa iniziativa, il comune diventa il principale concorrente non solo di Telecom Italia ma di tutti gli operatori, ISP ed MNO inclusi. Telecom Italia sara' anche l'unico proprietario di cavidotti, ma, essendolo, ha l'obbligo di fornitura all'ingrosso, a prezzi cost-plus, non discriminatori, trasparenti e in gradi di far replicare le sue offerte retail.
In spagna, qualche settimana fa la CMT
(AGCOM spagnola) ha autorizzato il comune di Barcellona a fare una cosa
simile, ma proprio per evitare la concorrenza con i privati, ha posto
dei limiti: massimo un'ora al giorno per utente, massimo 200Kbps,
filtro dei contenuti, blocco di servizi di videocomunicazione, P2P,
VoIP, ecc.
«Quanto a futuri ricavi, li potremo avere stipulando accordi con operatori privati per l'offerta di servizi», conclude Vianello, «Su questo punto siamo fiduciosi nel project financing»....
Sono scettico sul fatto dei servizi "over the top", per remunerare la infrastruttura.
Questo grafico riporta i valori di Ricavi ed EBITDA di 40 operatori di TLC su qualche migliaio che ci sono al mondo e dei "monopolisti" dei servizi "over the top" su Internet (Facebook, Google, Myspace, eBay, ecc.)
Il conto lo avevo fatto per criticare certe idee che giravano in cui operatori di TLC volevano imporre dazio a Google & C..
e, come noto, non c'e' oggi alcun sistema pragmaticamente alternativo alla pubblicita' per la remunerazione di servizi online. Quintanews - Interviste e citazioni: ECONOMIA DIGITALE, REGOLE PER L'USO.
Oggi il principale modello di remunerazione delle attività in rete è la pubblicità ma molti business potenzialmente conducibili online non possono essere sostenuti dalla sola pubblicità. Semplicemente la matematica non lo consente, non remunera infrastruttura e costo del servizio.
La legge Bersani prevedeva che (Art. 13)
Non so se sia ancora in vigore, ne', nel caso, se e' applicabile. Qualcuno che se ne intende, può dare un parere ?
Capiamoci, io penso che sia lodevole qualunque iniziativa per dare impulso allo sviluppo tecnologico e alla realizzazione di infrastrutture.
Come noto, penso anche che la realizzazione di infrastrutture di TLC richiedano una qualche forma di intervento pubblico.
Penso infine che sia importante creare un level-playing field per chi opera in un mercato e tutelare la concorrenza.
Mi parrebbe quindi che sarebbe stato preferibile che una tale infrastruttura fosse offerta in wholesale a tutti gli operatori interessati, magari anche con criteri per favorire l'uguaglianza sostanziale, ovvero favorendo i piccoli, magari anche tre neolaureati...
E voi, cosa ne pensate ?


Sono rientrato oggi dagli USA. La' non ci sono leggi restrittive come la Pisanu ed e' normale che in un centro commerciale o in un "piccolo" aeroporto come Fort Lauderdale il wifi sia gratis (all'aeroporto di Atlanta lo paghi).
Scritto da: Luigi Rosa | 02 luglio 2009 at 21:25
Forse è una questione marginale, ma circa:
> Probabilmente in presenza di una infrastruttura
> wireless pienamente meshed, si potrebbe arrivare
> ad abbattere i costi di realizzazione
...ma è poi vero? Sono mesi che cerco UN SOLO esempio di rete mesh municipale che sia economicamente profittevole e per ora sono ancora a mani vuote.
Sarà poi *realmente* vero che le reti mesh a livello municipale permettono di tagliare i costi rispetto a soluzioni più infrastructure-based (e parlo di roba per laptop/smartphone, percui necessariamente 802.11)?
Scritto da: mino | 02 luglio 2009 at 21:46
Mino guarda Forinicom:
http://is.gd/1lL8G
Scritto da: Stefano Quintarelli | 02 luglio 2009 at 22:20
Lascio i pareri giuridici a chi è più esperto di me. Io penso solo che sia un'iniziativa lodevole quanto lo fu quella di Siena, a suo tempo, di levare le antenne dai tetti fornendo la tv via cavo.
Ad ogni modo è da apprezzare questa iniziativa così fortemente voluta da Vianello che dice "Internet è un bene che deve essere libero, quindi i cittadini di Venezia lo avranno gratuitamente. Quando un bambino nasce registrandosi all'anagrafe avrà le sue credenziali per navigare liberamente senza alcun vincolo" (o qualcosa del genere, vado a memoria).
Può anche darsi che sia un'azione volutamente provocatoria per cambiare la legge a livello nazionale.
Poi il fatto che ci abbia lavorato per 1 anno alla realizzazione di tutta questa infrastruttura di rete wired&wireless e che oggi ci sia l'inaugurazione, mi rende solamente orgoglioso :]
Scritto da: Denis | 03 luglio 2009 at 08:01
Muniwifi: discorso antico ... non c'e' un business model sostenibile perche' non serve. La baracca sta in piedi se l'ente pubblico vede il wifi come uno dei servizi da fornire ai cittadini. Nessuno si aspetta di guadagnare dala gestione dei trasporti pubblici, idem deve essere con il wifi.
Casi di successo:
Trento, Bergamo, ma sono entrambe provinciali ... e io sono di parte.
Scritto da: Mauro | 03 luglio 2009 at 08:22
@Mauro: mi pare l'interpretazione corretta. Il punto è che nel calcolo del "guadagno" bisogna considerare anche altri "mercati" e non solo quanto strettamente collegato al progetto.
Sarebbe come guardare il business case di uno spot pubblicitario: chi paga direttamente per vederlo? E' chiaro che serve per stimolare altre "revenue", anche più intangibili, come la migliore qualità della vita, ma anche monetizzabili, come la capacità di attrarre turisti e "spremerli".
Per capire meglio questo tipo di cose sarebbe bene riferirsi alla spesa di un grosso comune per "informazione ai cittadini". Oltre alla parte più discutibile che può essere considerata come un "favore ai media locali" si vedono dei bei soldi per anacronistiche forme di comunicazione cartacea mal diffusa.
Qualcuno ricorda le centinaia di milioni di lire spesi dagli enti pubblici per il raffinato calendario omaggiato ad alcuni a fine anno? Ora si notano meno ma sono spese sempre presenti e neppure tanto nascoste.
Quanto al fatto che il servizio "gratuito" WiFi (cioè pagato tramite tasse) ammazzi qualsiasi altra offerta commerciale... mah, non credo proprio. Nè per la connettività, nè per quanto riguarda altri servizi che sarebbero sviluppabili e che potrebbero trovare utenti.
Scritto da: Bubbo Bubboni | 03 luglio 2009 at 09:08
Come dice il Sindaco di Assisi, Claudio Ricci, internet è il marciapiede del futuro. I marciapiedi sono finanziati da soldi pubblici, dovrebbero esserlo anche iniziative di copertura wireless municipale. Questo, in teoria.
Nella pratica, concordo sul fatto che la marginalità economica è risicata, e per questo è necessario abbattere i costi tecnologici per poter offrire un servizio decente a prezzi accettabili.
Scritto da: Simone Brunozzi | 03 luglio 2009 at 10:37
ragazzi, sia chiaro. non esistono "altri servizi" in grado di remunerare l'infrastruttura, soprattutto se devi fare backhauling in fibra.
l'industria delle TLC e' 10 volte quella dei media. non illudiamoci di poter dare auto gratuite in cambio dell'acquisto degli pneumatici.
La gestione dell'accesso (AAA, DNS, IP address, customer care, billing, manutenzione) **e'** il "servizio" che deve remunerare l'infrastruttura.
non ho mai parlato di business model ma di sostenibilita' economica. (tenendo ovviamente conto anche dello spillover e di fallimenti del mercato); senno' anche il business case di una strada e' ovviamente negativo...
Ci sono varie differenze sostanziali tra i marciapiedi e la rete. Ad esmepio, i primi sono sostanzialmente capex, i secondi sono capex e molto opex; ancora, con i primi siamo in presenza di un chiaro market failure (derivante dritto dritto da The Tragedy of the Commons) mentre per i secondi lo sono solo per la rete fissa e solo per la realizzazione dell'infrastruttura; il primo non e' escludibile, il secondo si, ecc. ecc.
In termini di spillover, gli effetti sono maggiori dando accesso gratuito diretto all'utenza o facendo delle condizioni vantaggiosissime a tutti gli oepratori, privilegiando giovani locali ?
che vi siano effetti positivi, non lo metto assolutamente in dubbio, infatti. io ho dei dubbi solo circa la modalita' di investimento pubblico che massimizza l'utilita'. Pensare a servizi aggiuntivi come remunerazione, ne sono convinto, e' velleitario; piuttosto dell'erogazione diretta al pubblico in concorrenza con i privati, penso che forse e' meglio una fnorinuta wholesale.
Scritto da: Stefano Quintarelli | 03 luglio 2009 at 15:49
Ci sono alcuni progetti di reti mesh reallizzati per offrire servizi alle istituzioni e/o cittadini ma che non hanno come oggetto primario l'offerta di una connessione internet wi-fi alla cittadinanza. Focalizzarsi esclusivamente su questo è da tempo chiaro a tutti che porta al fallimento dei progetti. Invece nel momento in cui si realizzano delle reti per soddisfare e migliorare l'efficienza della pubblica amministrazione l'ottica cambia e in seguito può essere sostenibile anche un'offerta wifi.
Purtroppo non posso condividere le slide di un lavoro realizzato sull'argomento, ma alcuni casi interessanti ci sono.
Scritto da: Marco Pizzo | 03 luglio 2009 at 18:03
Domanda: la città è pienamente coperta da servizi di connessione a Internet via telefono cellulare. Se invece di mettere tutte quelle nuove antenne che dovranno pure manutenere e che coprono solo una parte di venezia a macchia di leopardo avessero fatto un accordo con i provider per dare loroi quel denaro in cambio di abbonamenti con la solita chiavetta per i residenti probabilmente avvrebbero ottenuto un risultato migliore in tempi più ristretti e non avrebbero il problema della gestione della cosa nel tempo.
A tokio quando ho chiesto se ci fossero connessioni pubbliche wifi mi hanno detto che non avrebbe avuto senso visto che portevo comperare per pochi dollari al mese una connessione flat via rete cellulare.
bob
Scritto da: roberto dadda | 03 luglio 2009 at 18:46
Ci sono alcune cose da sapere.
La rete in fibra ottica e' stata realizzata anche per l'uso interno dalle strutture comunali che possono gia' ridurre i costi di trasmissione materiale e comunicazione, sfruttando il VOiP.
La copertura e' ancora a macchia di leopardo ma si pensa per il futuro di raggiungere tutte le case e portare la TV e il VoD, quindi eliminando le antenne dalle case. Per questo obiettivo cercheranno la collaborazione economica con privati.
Contano molto sui turisti infatti tutto il Canal Grande, oltre a Piazza San Marco e altri luoghi di grande attrazione, sono coperti. L'idea e' che le persone che si trovano a Venezia possano usare Facebook, Flickr ecc per proiettare online in tempo reale le loro esperienze, oltre che consultare mappe informative ecc.
Infine almeno a Mestre i costi di posa della fibra ottica sono stati ridotti perche' si e' proceduto in parallelo con i lavori per la realizzazione dell'infrastruttura del tram che prevedevano lo spostamento dei sottoservizi da centro strada ai marciapiedi: man mano che procedevano inserivano anche i cavi in fibra.
Il risultato e' che l'infrastruttura tutta non e' in affitto ma e' interamente proprieta' del Comune che puo' disporne come meglio crede e pare che l'intenzione sia proprio cercare patnership commerciali per espanderla.
A proposito, grazie alla Rete e al suo uso intelligente il Comune punta a ottimizzare gli interventi di manutenzione. Qualcuno di voi conosce IRIS? Qui e' un successone:
http://iris.comune.venezia.it/
Scritto da: Gabriele Favrin | 03 luglio 2009 at 19:27
iris e' una gran bella roba !!! un esempio da seguire da parte di tutti gli enti pubblici italiani
Scritto da: Mauro | 03 luglio 2009 at 22:26
trovo scandaloso che siano stati spesi soldi pubblci (mi risulta diversi milioni) per un servizio che NON HA SENSO a meno che no sia dedicato alla sola erogazione a famiglie con reddito insufficiente per comprare servizi ADSL. A parte la legge Bersani un servizio pubblico -che come tu hai ben descritto NON ha mai avuto successo in altre nazioni, potrebbe avere senso SOLO se dedicato ai servizi al cittadini e qiundi ad es un captive portal che ti semplificasse il rapporto "stato-cittadino" o per un captiver portal dedicato ai turisti, punto.
Nel primo caso sarebbe molto più cost efficient concordare una tariffa a costo zero per i disagiati, risparmindo quindi i soldi del hardware investendolo in maggiore copertura delle famiglie coinvolte, nel secondo caso molto megio hot spots - chiuschi multifunzioni (printers, etc) dedicati presso le aree turistiche.
Altre cose sono una turbative imercato, una ingerenza pericolosa nell' offering di connettività di aziende private ed un assurda spesa di soldi pubblici, ennesima prova che chi sta al ponte di comando non capisce una beata mazza ne' di tecnologie nè di modelli di business...
Scritto da: FIVE | 04 luglio 2009 at 08:13
Il portale per i cittadini c'e' e l'accesso, al momento, e' pensato per essere usato in movimento, favorendo quindi l'aggregazione oltre a facilitare la vita ai cittadini.
Se le compagnie hanno tanti timori inizino a offrire loro i servizi invece di pretendere tariffe assurde per le connessioni mobili.
Per approfondire raccomando la lettura di questa intervista al Vicesindaco Vianello circa la sostenibilita' del servizio, le sue prospettive e finalita'.
Da cittadino veneziano sono ben felice che i soldi pubblici siano stati usati anche per questo e che non tutti vivano nell'ottica del mero business.
Scritto da: Gabriele Favrin | 04 luglio 2009 at 13:33
Ops, il link:
http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=64379&sez=NORDEST
Scritto da: Gabriele Favrin | 04 luglio 2009 at 13:35