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Contributed by Mauro Magnani
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Economisti divisi sulla ripresa economica americana. Alcuni si attendono un forte rimbalzo, altri una crescita lenta, e altri ancora ripresa momentanea e poi un nuovo calo. Per cercare di stimare quale forma assumerà la ripresa - afferma il Wall Street Journal - gli economisti cercano paralleli con le precedenti recessioni. Ma a distinguere la crisi attuale da quelle passate è la forte contrazione del credito che, secondo gli economisti, si protrarrà probabilmente per anni.
«Alcuni settori dell'economia si riprenderanno prima di altri. I comparti manifatturiero e immobiliare hanno subito una forte contrazione e probabilmente inizieranno a riprendersi prima. Ma il settore finanziario è ancora in contrazione con le banche impegnate a ripulire i propri bilanci. Trovandosi di fronte a diversi scenari di crescita, gli americani mostrano o un forte ottimismo o un'ansiosa cautela». Ecco di seguito - secondo il Wall Street Journal - i tre possibili scenari dipinti dagli economisti. Un rimbalzo rapido come dopo la crisi petrolifera del '73
La strada più comune per l'economia dopo una severa contrazione è una forte ripresa dell'attività economica. «Non è possibile rintracciare una singola forte recessione seguita da una ripresa modesta», afferma Dean Maki, capo economista per gli Usa di Carclays Capital. Gli economisti che credono in una forte ripresa prevedono che l'economia americana crescerà fra il 3% e il 5% fino alla fine dell'anno.
L'economia potrebbe tornare a espandersi, ma ci sono molte barriere che impediscono una forte ripresa. Le difficoltà dei consumi e nel credito possono contribuire a rallentare le ripresa economica. «Uno dei motivi per non aspettarsi una crescita forte arriva dai consumi. Questo non significa che le spese dei consumatori non cresceranno, ma che di sicuro non saranno il motore che tutti abbiamo conosciuto finora» osserva Nigel Gault, capo economista per gli Usa di Global Insight. Chi, fra gli osservatori, sostiene una crescita lenta prevede una crescita fra l'1% e il 2% il prossimo anno, cioè molto al di sotto del 4-5% necessario per contribuire al rilancio del mercato del lavoro.
Una breve ripresa e poi un nuovo calo come nei primi anni '80
L'economia registrerà una naturale inversione di tendenza nei prossimi mesi grazie alla ripresa della produzione. Il piano di stimolo fiscale contribuirà ad aiutare gli americani fra la fine del 2009 e l'inizio del 2010. Ma non appena gli effetti del maxi-piano dell'amministrazione Obama si esauriranno l'economia rischia di restare senza una forza trainante, visto che i consumi non saranno più il motore della crescita. E questo potrebbe tradursi in una nuova flessione dell'economia. «Mi auguro che ciò non accada ma è una possibilità precisa Ron Heaton di State Bank».