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Venerdì 18 Giugno 2010 | Ultimo aggiornamento 12:55Manovra Economica
Onorevoli del Pdl chiedono che le persone down non vengano escluse dalle fasce sociali protette
Genova - Con l'innalzamento da 74 a 85 punti del tasso minimo di riduzione della capacità lavorativa, i portatori di sindrome Down vengono esclusi, così come altre patologie non soggette ad interpretazioneMichele Scandroglio
Con una lettera al presidente del Consiglio e ai ministri Fazio e Sacconi, sette parlamentari del Pdl, gli onorevoli Scandroglio, Beccalossi, Vignali, Gottardo, Bocciardo, Abelli e Cassinelli, hanno chiesto al Governo di intervenire per evitare l'esclusione dei portatori della sindrome di down dalla fascia di protezione sociale.
"Una esclusione - commenta il primo firmatario Scandroglio - che nascerebbe dal combinato disposto del primo comma dell'art. 10 dell'A.S. 2228 e della circolare 30 del 26 marzo 1997. Infatti, con l'innalzamento da 74 a 85 punti quale tasso minimo di riduzione della capacità lavorativa ai fini dell'assegno di invalidità (256,67 euro nel 2010), i portatori di sindrome Down vengono esclusi, così come
altre patologie non soggette ad interpretazione".Nella missiva a Berlusconi, i parlamentari Pdl aggiungono: "Appare evidente l'iniquità della suddetta situazione. La richiesta della società civile, delle comunità della solidarietà e di larga parte dei parlamentari, richiede una revisione o della circolare ministeriale o di un intervento in sede legislativa, tesa a ripristinare la protezione sociale dei portatori di trisioma 21".
di Redazione
16/06/2010