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INTERNET diritto fondamentale!
L'ACCESSO AD INTERNET SIA DICHIARATO DIRITTO FONDAMENTALE DEI CITTADINI ANCHE IN ITALIA!Come è già avvenuto in altri Paesi anche in Italia l'accesso ad Internet deve diventare un diritto fondamentale sancito per legge; partecipa anche tu a questa causa diffondendo tra i Tuoi amici la pagina di Facebook che ho dedicato a questo argomento:
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Facebook in August for the first time took the top spot among major sites with a total of 41.1 billion minutes, according to new data from comScore. Google was second with 39.8 billion minutes and Yahoo fell to third, with 37.7 billion. Furthermore, Yahoo's share of time spent in the third quarter dropped to an all-time low of 9.3%.
In a research note on the latest monthly traffic figures from comScore, Citigroup analyst Mark Mahaney pointed out that Google said its number of global users crossed 1 billion for the first time last month. But Yahoo edged out Google in August to become the top site in monthly traffic, with 179 million unique visitors. Google had 178.8 million, followed by Microsoft with 165.3 million.
Facebook remained the fourth-ranked site, at 148 million, up from 145.5 million in July. Rising traffic combined with increasing time spent on the site bodes well for Facebook's efforts to monetize its vast inventory.
Nielsen last month released data showing Americans spend nearly a quarter (22.7%) of their time online on social networks, far more than any other category. If U.S. Internet time were condensed to one hour, more than 13 minutes would be dedicated to social networks.
Separately, Facebook Thursday said it was adding new metrics to help advertisers measure the social context of ads by tracking the proportion that include endorsements from friends on the social network. That means telling advertisers what percentage of their ads people "Liked" or used to engage with a Facebook Page, event or application.
Research from Nielsen earlier this year showed people are 68% more likely to remember an ad and twice as likely to remember what it said when they see a friend has interacted with the ad on Facebook. The company struck a deal with Nielsen last year to help provide data to marketers demonstrating that its display ads work.
Advertisers using Facebook's self-serve ad system will find the new social metrics on the Reports Tab in the Facebook Ads Manager. The tab will show the number of clicks, click through rate and percentage of impressions from ads with social endorsements.
To help bring more accountability to social media marketing, Buddy Media Wednesday announced a partnership with MarketShare Partners to develop analytics tying social marketing initiatives to tangible offline results like increased sales and profitability.
Diaspora verrà lanciato il 15 settembre
Il progetto di Diaspora, un social network opensource, ha raccolto 200.000$ di finanziamenti. Il 15 settembre verrà lanciata la sfida a Facebook.
creato da Ludovico Spagnolo - 01/09/2010
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Diaspora, il social network opensource, sarà lanciato il 15 settembre
Il 15 settembre 2010 sarà lanciato Diaspora, il primo social network decentralizzato e opensource.
L'idea è nata qualche mese fa, nel periodo in cui Facebook era sotto il mirino dei media e dell'opinione pubblica per l'approccio non sempre trasparente nei confronti della privacy degli utenti. Quattro ragazzi della New York University hanno pensato a quali caratteristiche avrebbero desiderato da un nuovo social network, e a come svilupparlo.
Uno degli obiettivi principali di Diaspora è permettere all'utente di essere l'unico detentore e responsabile dei propri dati e dei files che carica sul suo profilo. La soluzione ideale prevede quindi che le informazioni vengano conservate in uno spazio web dell'utente e non sui server di una società estranea (come invece succede con Facebook). Quindi non più un social network unico e monolitico su cui aprire un profilo, ma una rete peer-2-peer di veri e propri siti web personali (tecnicamente chiamati seed), basati su una piattaforma condivisa e collegati l'uno all'altro.
Si vuole così dare all'utente la possibilità di scegliere come gestire i propri dati: nessuna politica sulla privacy imposta dall'alto, con restrizioni e concessioni dei diritti di tutti gestiti da Zuckerberg in maniera quasi umorale, ma possibilità di decidere per conto proprio che cosa condividere con chi, quando, dove e come.
Infine il social network consentirà un alto grado di personalizzazione in ogni suo aspetto e garantirà uno sviluppo rapido e sicuro della piattaforma. Per questo sarà open source: chiunque potrà proporre versioni personalizzate della piattaforma, miglioramenti e via dicendo.
Dal punto di vista tecnico, la piattaforma sarà realizzata in Ruby, linguaggio di programmazione ad oggetti, mentre ogni scambio di informazioni sarà cifrata con GPG e il tutto sarà rilasciato con licenza aGPL.
Nel maggio del 2010 i quattro studenti hanno messo il proprio progetto su kickstarter.com, una piattaforma di crowdfunding che ha permesso loro di raggranellare 200.000$ in pochissimi mesi, andando ben oltre l'obiettivo dei 10.000$ che si erano posti. A sorpresa tra i finanziatori compare anche Mark Zuckerberg, creatore di Facebook: "In loro (i ragazzi di Diaspora, ndr) ho visto una parte di me", avrebbe dichiarato in un'intervista a Wired.
Un progetto interessante e innovativo, ma che presenta almeno una perplessità: l'idea di un social network distribuito su un grande numero di server personali è in piena filosofia "cloud", ma quanto costerà mantenere un seed? Ad oggi infatti pare non esistano affermati servizi di hosting dotati di server in grado di supportare Ruby e al contempo di offrire delle soluzioni gratuite: è difficile pensare che un social network a pagamento (fosse anche solo in termini di poche decine di dollari l'anno) possa proporsi come valida alternativa a Facebook. Perplessità che potrebbe venire meno se invece, come sta provando a fare il team di Diaspora, si riuscirà a creare a breve un servizio di hosting condiviso (stile wordpress.com) e gratuito, su cui potrebbe volersi appoggiare la gran parte degli utenti.
E voi cosa ne pensate?
Facebook Service - Current Status
Likely Service Disruption
Information Sources
The current status is calculated from the following information sources.
User reports on downrightnow
User reports on Twitter
Feeds and official announcements
Troubleshooting Tips
Use these guidelines to help narrow down the cause of a service issue.
- Can you reproduce the problem by repeating the same steps? If not, it may have been a temporary glitch.
- If you're having trouble accessing a certain web site, make sure there isn't a problem with your Internet connection. Can you reach other web sites successfully?
- Does the same issue appear when using a different computer or Internet connection?
- Have you recently changed any settings or installed web browser plug-ins, firewall software, or other upgrades that might be causing trouble?
If you've ruled out other culprits and suspect a problem with Facebook, be sure to report it here to spread the word!
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Da qualche ora è difficile caricare le pagine del social network: e c’è chi si preoccupa tantissimo.
Da qualche ora Facebook ha dei piccoli problemi di instabilità, e risulta difficile caricare le pagine e fare il log in. Una situazione di quasi normalità, per siti di una dimensione come il social network di Mark Zuckerberg, ma che sta preoccupando molti utenti.
PROBLEMI DA TWITTER – Ne parla ad esempio Mashable: “Nelle ultime due ore, Facebook è risultato inaccessibile per molti utenti (noi compresi); secondo numerosi tweets da persone colpite. Negli ultimi 15 minuti, Facebook sembra essere completamente down Mentre i periodi di inattività accadono molto più raramente a Facebook rispetto, ad esempio, a Twitter, il più grande social network mondiale ha avuto occasionalmente problemi di stabilità. E ‘un grosso dramma: con 500 milioni di utenti attivi, i reclami arrivano piuttosto velocemente”. Anche in Italia, su Friendfeed e Twitter, c’è chi si lamenta.

È gia da tanto che gli internauti si lamentano che Facebook sfrutta i loro dati personali, ma il social network ha cominciato a tener conto delle loro critiche solo dopo molto tempo. Recentemente, quattro studenti hanno deciso di creare un social network concorrente chiamato Diaspora, i cui utenti manterranno il controllo sui propri dati personali. Secondo il blog tedesco Netzpiloten, l’interesse suscitato dal loro progetto promette una bella battaglia sul web!
Questa primavera, è stata fino ad ora il momento di maggior successo per Facebook, seppure in termini assolutamente negativi: a causa del trattamento negligente o addirittura ingordo dei dati degli utenti, Facebook è riuscito a soppiantare Google, tra i “Bad Guys”, come numero 1 dei siti sanguisuga di dati. Era necessario un sostituto più “libero”, dove non esistesse un gestore centrale per la custodia dei dati.
Nasce così il progetto “Diaspora”. A poche settimane dall’inizio, già i primi risultati.
L’attenzione nei confronti del progetto e degli studenti che vi sono dietro – Daniel Grippi, Maxwell Salzberg, Raphael Sofaer e Ilya Zhitomirskiy – è stata enorme. In fin dei conti, la storia è un classico: Davide contro Golia. Diaspora funzionerà come Facebook, ma senza che dati vengano archiviati in un server centrale, che permetterebbe di sfruttarli per il phishing. Questo è possibile perchè tutti gli utenti di Diaspora terranno i propri dati registrati sul proprio computer e li condivideranno con il metodo del Peer-to-Peer, come per il file sharing.
Se poi fosse anche possibile scegliere, quali dati rendere accessibili e a chi nella cerchia degli amici, sarebbe davvero possibile avere una rete sociale “privata”. I giovani sviluppatori sono stati invitati dai Pivotal Labs, noti anche per “Tweed”, il client per web OS di Twitter, e lavorano già da 3 settimane alla loro alternativa – migliore – a Facebook. Che cosa è uscito finora: Un sistema di base funzionante, che può condividere i messaggi di stato, ma ancora in versione prova per le foto utente, un demo con alcune schermate, un calendario di massima che prevede la prima release nel mese di settembre e la sensazione che qui possa esserci “the next big thing”.
Messaggio di diffusione di Diaspora (pre-alpha!) di daniel grippi su Vimeo.
Nel mese di marzo avevo scritto che, dopo il social web era necessario un “web privato”. Sono giunto alla conclusione che i siti come Facebook sono per definizione una forma di spazio pubblico, che esclude la sfera privata: il sociale non è mai privato. Un compagno di classe, un amico, un conoscente, altri studenti, un ex-moglie, un collega, un capo, un collega di partito, un ex cliente e un consulente fiscale sono interlocutori molto diversi con i quali ho dei rapporti molto diversi. Facebook li mette tutti sullo stesso piano e, inoltre, legge e analizza le mie cose per il suo meccanismo di sfruttamento dei dati. Quindi, tratto Facebook come uno spazio pubblico, anche se questo ha fatto lamentare i miei amici che l’Enno (il mio nome) privato su Facebook è ancora poco visibile. Spero di poter invitare questi amici il più presto possibile in Diaspora e di poter costruire una sorta di “società chiusa”.