Condivisione di buoni prodotti della Rete.
Le nuove tribù promuovono nuove infrastrutture di accesso alla Rete. L'innovazione la promuovono i Cittadini; siamo noi quelli che stiamo aspettando.
di M. Favara Pedarsi
Il futuro in una rete decentralizzata, wireless, che per sua natura cresce solo dove serve e quando serve. Una struttura che può moltiplicare le risorse del paese. Ecco come...
Normalmente la topologia delle reti è a stella, dove al centro c'è l'apparato di interconnessione (l'infrastruttura: in casa ed in ufficio c'è l'hub/switch, nel quartiere c'è la centrale Telecom) e alle estremità dei bracci l'utenza (i terminali: computer, telefoni, etc.); reti del genere si dicono centralizzate. Incrementando la complessità della rete ed il numero di utenze, in genere si interconnettono tante reti a stella tra loro attraverso infrastrutture ad alte prestazioni (es: interconnessione delle centrali Telecom con dorsali ad alte prestazioni); reti del genere si dicono
decentralizzate.
Una rete a maglia è invece una rete completamente distribuita: niente "centri" e niente costosa interconnessione tra centri. Un buon modo per immaginare una rete a maglia è di pensare ad una rete da pesca: ogni filo è un collegamento e dove due fili si intersecano c'è un nodo di rete. Nel nostro caso i "fili" non ci sono, perché i collegamenti vengono fatti via radio.
L'assenza di infrastruttura dedicata, la non necessità di pianificazione e la riparazione automatica dei guasti sono gli elementi che riducono ulteriormente i costi rispetto anche alle reti wireless tradizionali.
La capacità di crescere in maniera solo apparentemente caotica è l'elemento che permette di rispondere implicitamente e automaticamente alle richieste di popolazione e territorio, rendendola di fatto lo strumento più efficiente in quanto esiste, dal macroscopico al microscopico, solo lì dove ve ne è necessità; nonché lo strumento più democratico per investire in TLC: dove c'è richiesta di cittadini o amministratori locali, viene implementata, dove non c'è, non viene speso un centesimo.
La natura distribuita di questa topologia di rete, che si riflette imprescindibilmente sulla distribuzione delle risorse sul territorio, è la garanzia che nessun operatore potrà mai possedere la rete e avvelenare il mercato come è stato fino ad oggi.
Le implicazioni non finiscono qui, sono infatti tali da mettere in discussione anche tecnicamente buona parte dell'ingegneria delle reti; ma sono qui costretto a rimandare l'approfondimento per passare a come la rete wP2P risponde a quelle che dovrebbero essere le priorità del Governo.
di M. Favara Pedarsi
Indebitarsi per mantenere una costosa rete wired o spingersi oltre, verso il nuovo wireless dalle prestazioni eccezionali e dai costi infinitamente più contenuti? In ballo i diritti dei cittadini
Creare una struttura alternativa è meglio che separare l'unica esistente, perché dando vita ad una rete fisica indipendente:
(a) si crea concorrenza reale fin dal livello fisico indipendentemente da come vengano gestite,
(b) si aumenta il valore delle strutture di telecomunicazioni nazionali,
(c) si può evolvere il mercato delle TLC ad uno stadio ancora più evoluto di Open Communication, recuperando il ritardo accumulato nel tempo ed anzi, se il recupero è effettuato in modo innovativo, diventare la locomotiva delle TLC mondiali.
Negli anni '80, gli USA scelsero la strada della separazione strutturale orizzontale vincolati dalla tecnologia e dai costi di allora; e credo che oggi molti vorrebbero ricorrere alla separazione strutturale perché non ci si è resi conto della possibilità di creare una rete alternativa molto economica e con un valore strutturale di gran lunga superiore a tutte le reti oggi esistenti (cfr. Legge di Reed).
Oggi però, grazie alle tecnologie wireless, non solo è possibile creare reti di telecomunicazione ad un sesto del costo delle reti cablate, ma è anche possibile fare a meno di buona parte delle porzioni infrastrutturali della rete, riducendone ulteriormente i costi; questo, conti alla mano, diventa una possibilità unica di sviluppo, da cogliere al volo.
Creazione strutturale
La tecnologia oggi permette la realizzazione di una nuova struttura sufficientemente economica, in un quadro, e ciò è fondamentale, di regole certe sull'uso dello spettro radio, in modo che tutte le parti ne possano trarre beneficio: cittadini-consumatori, istituzioni, aziende e sistema Italia.
La tendenza attuale (cfr. Wifi e WiMax), invece, è quella di assegnare le frequenze in base alle richieste delle sole aziende private di telecomunicazioni, tagliando di fatto fuori i cittadini-consumatori, che rimangono relegati a ruolo di meri utilizzatori passivi di servizi a pagamento. Così facendo, il costo di questi servizi potrebbe scendere un po', ma sarebbe comunque subordinato alle logiche commerciali di entità che esistono, giustamente, per perseguire solamente il proprio fine sociale: migliorare il proprio bilancio, anche aggirando legalmente i lacci e lacciuoli imposti dal legislatore.
Il problema è che io, che vorrei usare lo spettro radio per scopi non profit (ricerca, hobby, collaborazione con i concittadini), o lo faccio illegalmente o rimango tagliato fuori; o ancora, la competizione nel mercato interno, senza una visione unitaria sugli effetti macroscopici verso l'esterno, ci fa perdere competitività internazionale.
Non è inoltre escluso che, come sta accadendo nel settore analogo delle reti televisive, gli stessi attori del mercato "fisso-cablato" potrebbero facilmente trasferire il loro peso nel nuovo mercato della connettività "fissa-wireless", ritardando ulteriormente il salto di qualità delle TLC italiane. Lo testimonia il fatto che Telecom Italia, direttamente o indirettamente, controlla la quasi totalità degli hot-spot WiFi sul territorio.
Perché dunque non indurre la separazione strutturale verticale attraverso una creazione strutturale che coinvolga con profitto tutte le componenti della società?
Probabilmente è l'unico modo per evitare fenomeni parassitari di operatori su altri (piccoli operatori vs Telecom Italia), fenomeni di pericolosa commistione tra mercati adiacenti (es: Murdoch e Tronchetti Provera), e in futuro una nuova paralisi del mercato.
di M. Favara Pedarsi
La rete infrastrutturale è nelle mani di un solo operatore ma le ipotesi di separazione gestionale o strutturale non reggono. Una disamina delle TLC italiane già all'attenzione del ministro Gentiloni
Ho sentito la necessità di scrivere perchè in base a quello che ho potuto leggere ed ascoltare in questi mesi, nonostante la palese necessità di riforma delle TLC, nonostante la disponibilità di tecnologie adeguate, nonostante che il blocco involontario imposto dal precedente governo abbia preservato lo spettro radio da pericolosi fenomeni cleptocratici ed è quindi oggi ancora disponibile, e nonostante le dichiarazioni contenute nel programma elettorale del governo in carica, temo fortemente che il wireless sarà un'altra opportunità di sviluppo mancata; una possibilità che, a giudicare dalle deludenti e pericolose performance del sistema Italia, non dovremmo gettare al vento con tanta leggerezza.
Questa puntata è dedicata al contesto globale, i problemi e le necessità italiane, le soluzioni vecchie e nuove, i rischi ad esse collegati e le mie forti perplessità. Nella seconda puntata fornirò, in un ottica di sviluppo sostenibile, una mia rielaborazione delle TLC italiane. Infine nella terza puntata descriverò brevemente la mia personale ricetta, un progetto che il Ministro delle Comunicazioni, On. Paolo Gentiloni, si è detto ben disposto a ricevere e che il 25 luglio scorso, su sua indicazione, ho consegnato.
Sono certo che ogni italiano, indipendentemente da sesso, età, estrazione sociale e credo politico/religioso, si possa rendere conto che la capacità di comunicazione delle persone è in qualche modo direttamente proporzionale alla capacità del paese di produrre beni, servizi e, in particolar modo, idee; più in generale di produrre benessere. Ne abbiamo esempio infinito nella vita quotidiana: le aziende con i sistemi informativi, manager e adolescenti con il telefono cellulare, universitari con il web ed il download, impiegati con la rete aziendale, "casalinghe&casalinghi" con il telefono di casa. Sono tutti mezzi di comunicazione, che hanno velocizzato o semplicemente facilitato operazioni che facevamo da tempo, oppure amplificato i loro effetti, aumentando di fatto le nostre possibilità e la nostra produttività, sia essa rivolta allo svago, allo studio o al lavoro.Credo pertanto di poter sorvolare sulla dimostrazione del ruolo centrale che le TLC hanno nella società, in ogni settore economico, e in definitiva nella capacità che ogni paese ha di competere a livello internazionale: una competizione che, seppur mitigata dalle necessarie collaborazioni trasversali che abbiamo impiantato, e prima ancora delle lotte interne dovute ad interessi individuali, rappresenta il termine ultimo con cui tutti noi dobbiamo confrontarci per aggiudicarci le risorse naturali del pianeta e quindi veder prosperare la nostra civiltà, l'italianità.