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In democrazia, la possibilità di critica è un diritto assolutoLa vera libertà di stampa?
Poter dire verità scomode
di Filippo Rossi
A quelli che dicono che non esistono due destre, a quelli che dicono che non possono esistere due idee di politica all’interno del Pdl, garbatamente rispondiamo che per fortuna in Italia c’è una destra democratica alla quale non verrebbe mai in mente di affermare che la libertà di stampa non è un diritto assoluto, alla quale non verrebbe neanche in mente di recriminare politicamente contro una stampa che - può fare più o meno piacere - fa solo il suo sacrosanto lavoro.Anche questa destra altra sa, ovviamente, come sanno tutti gli italiani, che qualsiasi diritto trova dei limiti nei diritti altrui. Ma questa destra sa anche che la libertà di stampa è una garanzia per tutti i cittadini che hanno il diritto di sapere, di conoscere, di scoprire quel che c’è dietro le porte chiuse dei palazzi del potere. Questa destra sa che suona male se un uomo di potere, qualsiasi esso sia, e di qualsiasi schieramento, si scaglia contro i giornali solo per il fatto che stanno “all’opposizione”. Come se la possibilità di critica non fosse un diritto assoluto in un sistema che vuole essere davvero democratico. La protesta di un leader politico contro la stampa ha il sapore aspro della limitazione di un’area di libertà che nessuno, ma proprio nessuno, deve pensare di poter restringere… Può essere vero o meno, può essere una minaccia più o meno concreta, ma il sapore aspro rimane. Questa destra altra sa che la libertà di stampa non è mai abbastanza e che nessun governo può davvero pensare di poterne limitare le legittime prerogative. E sa anche che è molto pericoloso lanciarsi in recriminazioni vittimiste che non hanno alcun senso, proprio in nome di quella libertà che prevede l’assoluta possibilità di critica nei confronti di chi governa il paese. Una possibilità, una libertà che, è bene dirlo, è una ricchezza per il paese. E non un problema. Perché, come spiegava George Orwell «la vera libertà di stampa è dire alla gente ciò che la gente non vorrebbe sentirsi dire».